DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

lunedì 20 ottobre 2014

NATUZZI: "NESSUN COSTO CINESE O RUMENO, LA RIDUZIONE ERA NEGLI ACCORDI".


QUOTIDIANO DI PUGLIA 18 OTTOBRE 2014
di Nicola NATALE
Non c’è più tempo da perdere” dicono dal quartiere generale della Natuzzi. 
L’invito rivolto ad operai e sindacati è a rispettare l’accordo del dieci ottobre dell’anno scorso ed a riconsiderare il secco no alla riduzione del costo del lavoro. 
Anche perché assicurano fonti aziendali nessuno rimarrà senza reddito. 
L’anticipo della cassa integrazione guadagni sarà possibile ricorrendo ad uno specifico accordo con le banche (unicredit - ubi) promosso da confindustria e regione Puglia. 
Quest’ultima si accollerà gli interessi e i ratei potranno essere erogati come di consueto. 
Quindi quei mesi a reddito zero con la cig erogata direttamente dall’inps sono un incubo che si dissolve. 
Restano le nubi sul futuro del gruppo che registra una perdita operativa di 20,4 milioni di euro ed un ulteriore calo del fatturato del 6,1% nel primo semestre
Forse anche per questo l’azienda non poteva anticipare come pure ha sempre fatto la cigs “pur non essendo obbligata a norma di legge”. 
Intanto sempre da via Iazzitiello, sede generale, si precisa che i dipendenti  attualmente in cassa integrazione a zero ore sono 870 e non un migliaio come sostenuto da alcuni sindacalisti. 
La richiesta di nuova cassa integrazione in deroga  partita per 1550 persone indicherebbe solo il numero massimo ma assicurano “non abbiamo nessuna intenzione di arrivare a quei livelli”. 
Ribollono intanto le bacheche dei social network nel commentare gli effetti della scadenza di un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga senza rilancio produttivo. 
Un rilancio che però l’impresa ritiene ancora possibile anche se sostengono “il costo per minuto di trasformazione italiano anziché passare da 0,85 € a 0,50 € si è innalzato a 1,12€”. 
A questi costi quindi sarebbe stato impossibile il rientro delle produzioni Editions. 
Pasquale Natuzzi,
presidente dell'omonimo gruppo.
Quindi per tenere fede all’accordo è necessaria trangugiare l’amara pillola della decurtazione del salario: “non si tratta di salari cinesi o rumeni, è una semplificazione che non rende giustizia al progetto molto ambizioso che stavamo tentando di portare avanti insieme”. 
Un progetto che camminava fondamentalmente su tre gambe: la revisione dei livelli di inquadramento, il passaggio di tutti i dipendenti del gruppo al contratto collettivo del legno arredo e i contratti di solidarietà con la riduzione a 25 su 40 delle ore lavorate per settimana. 
In soldoni significa che su una paga base di 1.231 euro si perdono 154 euro fino alla durata dell’orario ridotto. Poi, con l’orario intero, la perdita fissa si attesta sulle 57 euro. 
Per  gli impiegati  che passerebbero tutti al contratto legno/arredo la perdita è più sensibile: meno 173 euro che diventano 92 se per ripresa produttiva si ritorna all’orario completo. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA - Natuzzi e la proposta di riduzione dei salari (riduzione costo trasformazione).
Il tutto in un quadro di revisione che toccherà tutta l’area dei dirigenti e della struttura di funzionamento del gruppo che concorrerà all’abbattimento del costo del lavoro. 
Questo secondo quanto sperano a Santeramo (e non solo) potrebbe far tornare al lavoro circa 600 persone attualmente in cassa integrazione a zero ore
A rimanere fuori sarebbero 500 persone per le quali l’ultima flebile speranza è la copertura di un ulteriore anno di cassa integrazione e le risorse del contratto di programma (101 milioni di euro). 
Con investitori (anche non del ramo divani) che per ora non ci sono ma potrebbe tornare in conseguenza di una ripresa dell’economia. 
Ad andarsene finora sono stati in 430 con un esborso di 12 milioni di euro per l’esodo incentivato
Ma da Santeramo non demordono e dicono l’accordo è vivo e lotta insieme a noi. 
Sindacati ed operai però non nutrono molta fiducia e criticano “il comportamento unilaterale di chiusura dell’azienda” a segreterie unite (feneal uil-filca cisl- fillea cgil). 
Per loro la Natuzzi ha assunto una posizione egoistica per questo lunedì scioperano per quattro ore ed invitano tutto il personale a partecipare.

Nessun commento:

Posta un commento