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giovedì 9 ottobre 2014

MARINA DI GINOSA, NON PIU' PINETA REGINA MA TENDOPOLI.

MARINA DI GINOSA  - Sistemazione di fortuna all'interno della pineta Regina. Ottobre 2014.
di Michelangelo Zanelli
Tutti lo sanno e tutti per alcuni anni hanno tacitato un po’ per impotenza un po’ per indifferenza. 
Almeno finora che il coperchio della pentola non tiene più. 
Ora che i residenti di Marina di Ginosa rumoreggiano ogni giorno, più in vero nelle piazze virtuali che nel resto, per la paura di una tranquillità violata da risse e furti esponenzialmente cresciuti anche dopo la fine della stagione estiva.  
Il motivo è quello di una terra di nessuno intorno all'abitato in cui si sviluppano piccoli e dinamici centri di protezione e smistamento di stranieri con la fedina penale non proprio immacolata nei loro paesi d’origine.  
Marina di Ginosa pineta Regina: 
"ci si sistema per come si può".
Il più vicino e stabile fra questi si trova a poche centinaia di metri dal centro abitato in piena riserva naturale della Regione Puglia. 
Per trovarlo basta seguire le tracce di spazzatura finché ci si imbatte in una micro tendopoli con tanto di cucina funzionante con bombole a gas, alla faccia del rischio incendio che ha già lambito il paese non più di un anno fa. 
Non ci vivono sempre le stesse persone ma il flusso dei suoi residenti è senza sosta ormai. 
Prima era limitato solo al periodo estivo, quale dormitorio dei venditori ambulanti che invadono le spiagge e le strade ad ogni stagione. 
La mini-tendopoli ricavata con teloni per vigneti all'interno della Pineta Regina di Marina di Ginosa.
Oggi sembra più essere diventata l’anticamera di molti stranieri, per lo più provenienti dall’Europa dell’Est, in attesa che qualche caporale connazionale non gli trovi qualche sistemazione grazie a proprietari di case o aziende – per lo più agricole – compiacenti e senza scrupoli. 
E siccome questo flusso non ha trovato argini continua a crescere nel nome di una lotta alla sopravvivenza di molti e dei guadagni di pochi. 
Là, ai margini di una pineta dove le bottiglie di alcol vuote scorrono a fiumi, i panni pieni di muffa restano appesi a fili cadenti tra i pini, e le tende offrono scarso riparo allo scirocco. 
E così la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio, la riserva naturale sempre più una fogna a cielo aperto e la dignità dell’uomo… beh, quella è un’altra storia.

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