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martedì 11 marzo 2014

MARINA DI GINOSA QUANTI IMMIGRATI, MA PAGANO LA TARES?

Marina di Ginosa - la foto che ha fatto il giro del web. Scattata per documentare l'affollamento di molte residenze. 

QUOTIDIANO DI PUGLIA 10 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Il carnevale a Marina di Ginosa ha divertito anche gli immigrati. Ed ha fatto il giro del web la foto scattata in un’abitazione alle porte del paese. 
Su un balcone tanti di loro si sono assiepati a guardare i carri e le mascherine, anche filmando con gli smartphone la folla allegra che sfilava sotto. 
Immediatamente qualcuno ha messo in relazione il numero di immigrati per abitazione, gli alti fitti che molti di loro pagano e la tares, la tariffa comunale sui rifiuti e sui servizi. 
Come è risaputo tante case, anche quelle in cattive condizioni che punteggiano la campagna tra Ginosa e Marina di Ginosa, sono occupate più o meno permanentemente da immigrati che hanno preso il posto della manodopera locale. 
In molti casi il numero degli inquilini va molto al di là degli standard ritenuti normali, ma rimane di fatto l’unico modo per avere un tetto sopra la testa, da gente che spesso guadagna pochissimo. 
E’ un fenomeno dilagante” dicono preoccupati alcuni marinesi, pur riconoscendo che in molti, tantissimi casi l’integrazione c’è. E parte dalla scuola, con i figli degli immigrati che la frequentano regolarmente.
 Certo, la calma invernale che caratterizza il paese balneare, con le lunghe strade vuote di macchine e di vacanzieri, rende maggiormente evidente il fenomeno a Marina di Ginosa rispetto a Ginosa, dove gli immigrati comunque non mancano. 
Immigrati e tares.
L'articolo dedicato dal Quotidiano di Puglia del 10 marzo 2014.
Qualche differenza, (tutta da verificare) c’è nei paesi di provenienza. Marina di Ginosa ha una forte comunità asiatica quasi del tutto assente a Ginosa, dove prevalgono genti dell’est e della fascia nordafricana. 
Ma gli scherzi di carnevale sono stati lasciati ben presto da parte, rinvigorendo la polemica più che mai presente sulla tassazione. Specie quella sulla tares, riscossa dal comune anche per conto dello stato, e che ha dato origine ad una manifestazione di piazza del comitato di rinascita cittadina venerdì 28 febbraio. 
In tanti continuano a chiedersi, anche dopo le insistenze del pd locale, perché non si avvii una campagna di monitoraggio delle presenze di cittadini non residenti, che pur producendo rifiuti non sono assoggettati alla tassa. 
L’obbligo per i comuni di far pagare per intero il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti scaturito dal decreto legge n°201 del dicembre del 2011 e il fatto di aggiungerci il costo dei servizi indivisibili, ha reso molti coscienti che se tutti pagano, il costo si alleggerisce. 
Fatale a questo punto pretendere l’esazione della tassa in base al numero delle persone domiciliate. 
Va detto però che molto spesso ci si può trovare di fronte a casi di assoluta incapienza di molti di questi neo-cittadini. Questo rende molto difficile imporre la tares in modo equo, in maniera che tutti quanti coloro producono rifiuti poi effettivamente e responsabilmente paghino quanto dovuto. 
Il dispiegamento dei vigili ed il monitoraggio potrebbe avere come unico scopo quello di rendere evidente l’evasione dall’obbligo di registrazione del contratto.

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