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sabato 15 febbraio 2014

RICOSTRUIRE VIA MATRICE. La proposta operativa dell'ing.Mario Stigliano.


L'area crollata di via Matrice il 21 gennaio 2014
QUOTIDIANO DI PUGLIA 14 FEBBRAIO 2014
di Nicola  NATALE
Capirci qualcosa nel rebus centro storico è un’impresa. Resa ancora più complicata dalla mancanza di dati ufficiali e certi. 
Una cosa però va chiarita da subito, il centro storico di Ginosa e la sua gravina sono in massima parte percorribili. Abbandonare definitivamente ora la gravina ed il centro storico significherebbe la scomparsa definitiva di un patrimonio su cui, non a caso, si incentrano le possibili speranze di ripresa. Si commuove uno dei custodi della chiesa Matrice rievocando i tempi in cui tutto era “curato e pulitissimo, le case e gli orti, i giardini, le strade, le cisterne”. 
La gravina di Ginosa, per la sua conformazione è stata l’ultima ad essere abbandonata in ordine di tempo tra quelle del territorio jonico. 
Soprattutto ha ancora abitanti e fruitori che non la vogliono lasciare: di fatto i custodi di quello che i ginosini sono stati nel loro recentissimo passato, del loro modo di essere, prima che del loro modo di abitare. 
Ma ora bisogna pensare a ricostruire via Matrice sconvolta dal crollo del 21 gennaio scorso: lasciarla così com’è significa condannare l’intera gravina ed il centro storico. 
L'ing. Mario Stigliano
Per questo abbiamo intervistato l’ing. Mario Stigliano, il primo con competenze tecniche ad aver formalmente lanciato l’allarme sui tre grandi blocchi che vanno rimossi per mettere in sicurezza la zona e consentire il passaggio.
Ingegnere, tutta la gravina è in pericolo?
E’ un crollo localizzato, non una frana. A venti giorni dall’evento non ci sono stati movimenti. E’ fondamentale distinguere i crolli delle abitazioni abbandonate, dal crollo per cedimento di via Matrice che ha comportato il movimento delle case grotte e dell’abitazione in uso.
Alcuni ritengono che il crollo sia stato la conseguenza dei lavori svolti, possiamo escluderlo?
Individuare la causa adesso è impossibile: va ripulita l’area. Vanno ricostruite le stratigrafie dei lavori avvenuti negli anni, sicuramente il colpo di grazia è stato dato dall’alluvione. Le infiltrazioni indeboliscono la calcarenite che così perde di consistenza. Quindi si torna a parlare dei grossi blocchi e delle altre cavità sottostanti via matrice.
Via Matrice dal lato chiesa Madre. Al centro della foto uno
dei massi da mettere in sicurezza sul quale poggiava l'abitazione.
Come ripulire e mettere in sicurezza l’area allora….
Il metodo applicato in altre città con ipogei consiste nel consolidare con materiali cementizi pompabili che hanno le stesse caratteristiche del tufo, inclusa una certa permeabilità all’acqua. Riempiendo le cavità, possiamo consolidare l’area. Questo permette la fase successiva: lo sgombero delle macerie.
Come si spostano quei massi enormi?
Va chiarito che la loro caduta va assolutamente evitata: provocherebbero scuotimenti gravissimi e un tappo al deflusso delle acque in gravina. Inoltre è impossibile spostarli, pesano circa 300 tonnellate ognuno. Vanno segati e ridotti in blocchi trasportabili, magari utilizzati per ottenere materiale coerente con ciò che non é crollato.
Quanto costa un’operazione del genere?
Al momento non abbiamo una mappatura delle cavità sottostanti, quindi vanno fatte delle video-ispezioni e contattati i proprietari per avere un’idea orientativa dei volumi. Senza questa mappatura non possiamo fare una valutazione realistica dei costi. Le restanti parti ipogee sotto via matrice possono essere consolidate usando archi di rinforzo, già utilizzati in passato dai nostri stessi antenati come è possibile vedere. Fondamentale però è la chiusura totale al traffico di via Matrice, anche dopo i lavori di consolidamento, consentendo il traffico leggero ai soli residenti. Del resto è l’unico modo per guardare al futuro.
E le altre parti interessate dagli sgomberi, le cosidette zona rossa e grigia?
Sono fondamentali le indagini geologiche del CNR, sulla base di queste si individueranno le tecniche di consolidamento adatte. Questo sempre salvando la fruibilità delle cantine e degli ipogei.
Ginosa: area di via Matrice: una vista d'insieme delle aree sgomberate. Al centro il crollo.

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