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venerdì 7 febbraio 2014

CASTELLANETA/FIUME LATO. CONFAGRICOLTURA: "E' LA BUROCRAZIA, LA CALAMITA' PEGGIORE".

La conferenza sul Lato di Confagricoltura. Primo da sx Gerardo Giovinazzi

QUOTIDIANO DI PUGLIA 7 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Siamo soli a lottare contro le alluvioni”. 
Torna a farsi sentire confagricoltura sui problemi che attanagliano l’agricoltura jonica, peggiorati dall’ultima recente esondazione del fiume Lato. 
Ieri mattina conferenza-denuncia del presidente di confagricoltura Taranto Gerardo Giovinazzi e del coordinatore della sezione di Castellaneta Giuseppe Rochira alla presenza di un gruppo di agricoltori proprio sui luoghi dell’ultima esondazione, la terza in quattro mesi. "Il problema” ha detto Giovinazzi  è che gli argini non tengono più, sono ridotti a brandelli, e il fiume travolge tutto ciò che incontra scorrendo senza ostacoli”. 
Il paradosso è che proprio qui sono stati spesi non meno di dieci milioni di euro per rimediare ai danni dell'alluvione del 2003: soldi pubblici spesi inutilmente, o peggio sprecati, a giudicare dal disastro che é sotto i nostri occhi". 
Le campagne adiacenti il fiume Lato
Una denuncia che fa il paio con quella fatta nell’ottobre dell’anno scorso dal consigliere di minoranza Leonardo Rubino e su cui forse sta già lavorando la stessa procura della Repubblica di Taranto. 
Tuttavia Giovinazzi esprime il disagio (quando non la disperazione) degli agricoltori che per la mancata cura del territorio pagano il conto più salato. 
"Sono mancati” ha aggiunto Giovinazzi “sia il controllo che la manutenzione ordinaria del territorio, dei canali e delle strade, in pratica di tutto ciò che incide sull'equilibrio idrografico di una vasta area di 24mila ettari". 
L'economia locale che poggia, in gran parte, su un'agricoltura di qualità ha dovuto spesso rinunciare a coltivare uva, olive, agrumi e ortofrutta. In qualche caso lasciandoli sulle piante. 
In più, ha rimarcato il presidente di Confagricoltura Taranto "c'è da fare i conti con la peggiore delle calamità: la burocrazia, regno delle scartoffie e dei moduli da compilare". 
Uno dei cartelli sempre più frequenti nel
versante occidentale della provincia di Taranto
"Dall'alluvione al pagamento dei risarcimenti per i danni” ha precisato Rochira “possono passare diversi anni. La dichiarazione dello stato d'emergenza, che il governo ha già deliberato per l'alluvione del 7 e 8 ottobre scorsi, è un contenitore vuoto se non viene riempito con fondi adeguati per gli interventi strutturali e di urgenti provvedimenti di sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi”. La Provincia, ad esempio “dovrebbe dirci come intende spendere i 7,5 milioni stanziati dalla Protezione civile". 
Un quadro a tinte fosche, che Rochira arricchisce di altri scenari: "l'emergenza non si scatena solo dove passa il fiume Lato, è tutto il territorio di Castellaneta che è ridotto a un colabrodo: contrada Gaudella, Borgo Perrone e altre zone rurali, diverse strade provinciali ridotte a pezzi o chiuse". Singolare il caso del ponte nei pressi del bar California, sulla sp 13, a pochi km da Castellaneta.  "Da oltre 10 anni” hanno ricordato Giovinazzi e Rochira “è interdetto ai camion che, tuttavia, vi passano regolarmente, servono lavori urgenti per metterlo in sicurezza”. L’appello è insomma “alle istituzioni, che ora non possono più lasciarci soli, ignorando che l'emergenza, almeno per noi, si è trasformata in battaglia quasi quotidiana".
CONFAGRICOLTURA QUOTIDIANO DI PUGLIA ED. TARANTO 7 FEBBRAIO 2014

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