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venerdì 21 giugno 2013

GINOSA IL SOLITO INCENDIO AL PILACCIO, REGNA L’INDIFFERENZA


Ginosa, incendio alle porte della città, all'antico abbeveratoio detto "il pilaccio"

QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
Un vasto incendio di oltre tre ettari alle porte della città. Ginosa nuovamente avvolta dalle fiamme grazie probabilmente all’opera di balordi. E’ successo intorno alle dodici e trenta  presso la stazione di benzina agip in via matteotti. Sono intervenuti come al solito il servizio emergenza radio, la protezione civile di ginosa ma alle quattordici la collina soprastante l’antico abbeveratoio detto “pilaccio”, coperta di residui di macchia mediterranea ed erbacce, è andata completamente in fumo nell’indifferenza generale. 
Sempre quello stesso posto ogni anno è  oggetto di incendi, probabilmente da qualcuno che vuole riportare il deserto che ha in testa anche nell’ambiente. In questi giorni è iniziata una lunga serie di incendi, tra Ginosa e Marina di Ginosa. 
Il primo rogo quest’anno si è registrato nella frazione costiera, nell’area militare già oggetto in passato di un altro devastante incendio, senza scordare quello mega che ha mutilato orribilmente nel luglio del 2012 l’ingresso a Marina di Ginosa.  Qualche tempo dopo i carabinieri avrebbero individuato l’autore del primo incendio nella frazione costiera nel solito irresponsabile che avrebbe appiccato il fuoco invece di arare o decespugliare a dovere il proprio terreno. 
GINOSA -la collinetta al di sopra della stazione bruciata come avviene ogni anno
A seguire, giovedì scorso, un altro incendio alla circonvallazione sud in zona costa della crognola e 4 mimose ha allarmato la popolazione residente. La vastità del fronte ha imposto l’intervento dei vigili del fuoco assieme ai volontari della protezione civile ed alla polizia municipale, che cercava di rendere agevole l’arrivo dei mezzi dalla stretta viabilità di accesso alla zona, non accessibile dalla circonvallazione sud.  
Sempre in questi giorni altri numerosi focolai sono stati spenti o solo tenuti sotto controllo dagli incaricati o dai volontari, mentre la popolazione sembra assistere rassegnata a quello che è il cliché di ogni estate. Di volta in volta si attribuisce la colpa ai piromani, agli incauti proprietari di terreni che per liberargli dalle erbacce o dalle stoppie gli danno fuoco, ai pochissimi pastori che ottengono così erba fresca alla prossima primavera o alla semplice inciviltà di chi getta la propria sigaretta. Stupisce la persistente, diffusa insensibilità al verde, ormai decimato in molte delle aree periferiche ginosine. Verde tanto più prezioso, quanto più il clima diventa torrido.

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