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venerdì 24 maggio 2013

GINOSA / LE REAZIONI AGLI ARRESTI DELLA GUARDIA DI FINANZA


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 23 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Il Comune di Ginosa
Sbigottimento. E’ solo una delle reazioni alla notizia dell’arresto di Vincenzo Di Canio, consigliere comunale delegato ai lavori pubblici. Ma anche dell’ing. Mauro De Molfetta, già responsabile pro-tempore dell’ufficio tecnico e del geom. Alfredo Clemenza, tutt’ora in forza all’ufficio manutenzione.
In second’ordine l’arresto ai domiciliari dell’imprenditore Enrico Grilli, che pochi in città conoscono. E tanta confusione sui reati contestati. Anche perché in Comune a mezzogiorno non c’è quasi nessuno e nella sala riunioni i consiglieri comunali non hanno molta voglia di parlare. Rimangono solo due addetti al front-office, compìti  ed efficienti, per dire che il sindaco Vito De Palma (pdl) è andato via e che dopo la riunione di maggioranza nel tardo pomeriggio sarà diramato un comunicato. 
Nelle tre piazze centrali, i lavori di ristrutturazione procedono come al solito e i funzionari non hanno nemmeno loro voglia di parlare. Si buttano sul lavoro, come ad esorcizzare l’accaduto, ma il tema tra i passanti è unico: gli arresti. E non è un caso, perché a Ginosa, pur a fronte di quintali di denunce, esposti, querele, nessuno aveva mai avuto serie conseguenze giudiziarie. 
Le tempeste giudiziarie, quasi inevitabili per un amministratore pubblico, sono sempre passate senza nessun condannato eccellente, perlomeno negli ultimi 20 anni. 
Per questo la sensazione è ancora più forte, opposta a seconda delle posizioni politiche e personali dei cittadini. 
Uno dei momenti conclusivi dell'indagine della
Guardia di Finanza a Ginosa
Anche perché moltissimi conoscono bene Vincenzo Di Canio, affabile con tutti, e soprattutto responsabile da anni di quello che per tutti i  comuni è uno dei settore più delicati ed importanti. 
Come fare ad applicare a lui così solerte, partecipe, voglioso di risolvere i tanti problemi della città, la rabbia, l’indignazione e la rivalsa che si usano per le decine di politici e delinquenti che ormai occupano da anni le cronache dei giornali? 
Ha il sapore di una tangentopoli vent’anni dopo questa inchiesta in cui è inusuale anche il corpo che mette a segno la delicata ed importantissima indagine, la guardia di finanza che a Ginosa non ha nemmeno una stazione.
Insomma i sentimenti sono molteplici, con tante sfumature quante sono le persone che esternano, c’è l’indignazione, la difesa d’ufficio, l’irritazione, la vendetta ed addirittura un senso di liberazione. 
Tutto espresso a tempo di record dopo la prima fuga di notizie, avutasi nelle prime ore del mattino di ieri, già con nomi e cognomi. Fuga cui è seguita un'esplosione di commenti poi continuata tutto il giorno, tra distinguo, incredulità e “tanto sono tutti uguali” e “voi non sapete cosa significa amministrare”. 
Restano opposte le due chiavi di lettura dell’accaduto. Da una parte quella popolare, tendente alla colpevolizzazione con tanto di invito a condanne esemplari e quella più altolocata, che memore delle numerose insidie dell’esercizio di funzioni pubbliche, propende per l’errore tecnico, anzi per l’ingenuità nel voler risolvere con semplicità la complicata partita tra norme di legge, consenso elettorale, esecuzione dei lavori con adeguata celerità, selettività politica degli interventi da effettuare e delle ditte da far lavorare. 
Già perché il grande assente, è il lavoro anche a Ginosa, la cui mancanza agisce da corruttore principale tanto da far esclamare ad un’anima candida “abbiate più rispetto per tutta la comunità ginosina ed i senza lavoro”.
http://www.quotidianodipuglia.it/taranto/tangenti_e_appalti_a_ginosa_quattro_arresti_della_finanza/notizie/283060.shtml

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