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giovedì 28 marzo 2013

MIROGLIO - Q.BELL PRE-ACCORDO FIRMATO AL MISE.


di Nicola NATALE
Uno dei momenti dell'incontro al mise
Alla fine tutto è andato come doveva. Giuliano Macripò si è presentato all’appuntamento con il ministero e con i sindacati. 
Se tutto va bene entro Giugno in contrada girifalco, negli immensi opifici della miroglio si assembleranno tv lcd. 
Sono 100 le assunzioni promesse dall’amministratore delegato della Q.Bell che a prima vista è parso “particolarmente empatico” come ha dichiarato Giuseppe Massafra, segretario filctem cgil. I lavoratori potrebbero essere assunti a partire da Giugno, mentre l’investimento si aggira intorno ai due milioni di euro. 
L’azienda non ha escluso di reimpiegare anche altri lavoratori nel caso di evoluzione positiva dei mercati in cui è attiva, soprattutto per gli accordi recentemente stipulati con la grande distribuzione o per lavorazioni in conto terzi. 
Dopo l’interessamento a insediarsi ad Avellino nel 2012, la Q.Bell aveva preso in considerazione la om di Bari ma le caratteristiche dello stabilimento l’avevano a quanto pare fatta desistere. Ministero e Regione da mesi lavoravano per spostare l’interessamento sullo stabilimento ginosino. 
Giovanni Alfieri femca cisl
Particolare non secondario “circa 900mila euro dovrebbero essere corrisposti alla Q.bell dal gruppo tessile uscente” secondo Gianni Alfieri della femca cisl. 
Questa somma è la indennità che sarebbe stata versata dalla miroglio ai lavoratori non ricollocati e che, per effetto dell’accordo del luglio 2012, va versata nelle casse dell’azienda subentrante. Guardiamo con estremo ottimismo a questa soluzione, parliamo di produzione industriale, il  progetto ci convince, mentre è chiaro che per chi rimane fuori il percorso continua” dice Giuseppe Massafra mentre la riunione è ancora in corso. Macripò avrebbe risposto tono su tono alle domande, anche le più spigolose e questo è parso un elemento particolarmente positivo. Anche per Alfieri della cisl che alla miroglio ci ha lavorato il “piano industriale è magnifico, la prospettiva occupazionale duratura, mentre per gli altri che rimangono fuori vale l’impegno della miroglio a cercare ancora altri imprenditori fino alla fine dell’anno”. 
Al centro in maglio grigio Giuliano Macripò, a.d. Q.bell.
Il problema è al solito “la liquidità poiché i fornitori cinesi vogliono pagamenti cash mentre la grande distribuzione è abituata a pagare con 30-90 giorni” commenta Alfieri. 
I sindacati sono particolarmente cauti nel commentare lo sviluppo positivo della riunione di ieri a Roma al ministero dello sviluppo ma è chiaro che si tratta dell’ultimo treno per i 191 cassintegrati della fu filatura e tessitura di puglia. 
Anche perché non è chiaro quale chance potrà essere offerta a chi rimane fuori dall’accordo. Paradossalmente ora che ci sono i presupposti giuridici per continuare la cassa integrazione in deroga, sembra che il ministero competente non abbia i fondi. E questo in un quadro in cui la Puglia, pur pesantemente colpita dalla crisi, avrebbe usufruito in maniera minore dei fondi destinati agli ammortizzatori sociali.

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