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martedì 12 febbraio 2013

"PER SEMPRE CARNIVORI", GINOSA IN UN LIBRO EDITO DA MINIMUM FAX

Cosimo Argentina, autore di origine tarantina
anche di "cuore di cuoio" e "maschio adulto solitario"
di Nicola NATALE
Non ne esce bene la provincia tarantina dall'ultima fatica letteraria di Cosimo Argentina, Ginosa in particolare. 
Va detto che, al solito, ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale e che il romanzo evoca atmosfere pulp, alla Quentin Tarantino.
Peccato che Argentina si accanisca, sia pure solo letterariamente, contro territori che hanno già molti problemi. Tuttavia: qualcuno ha mai disertato gli States per le innumerevoli opere e fiction con violenza ed omicidi?
La libertà degli autori non può essere messa in discussione e, come già accaduto con "Occidente per principianti" di Nicola Lagioia che sfornò un terribile ritratto di Castellaneta marina nel 2004,  bisogna pur sempre ricordare che si tratta di un romanzo.
E che in molti casi questi possono fare anche le fortune turistiche di un luogo, anche se vi accade un'omicidio a settimana, come nell'immaginaria Vigàta del commissario Montalbano.
Del resto come disse Graham Greene: "la narrativa è più sicura, tanti editori avrebbero paura a pubblicare saggi su questi temi".
L'autore, nato a Taranto nel 1963 e poi trasferitosi per lavoro in Brianza ha dalla sua una notevole produzione letteraria:  Il cadetto (Marsilio), Cuore di cuoio (Sironi), Maschio adulto solitario(Manni), Beata ignoranza Vicolo dell’acciaio (Fandango).
Di seguito la breve recensione che appare sul sito della stessa minimum fax, casa editrice con sede a Roma:
Una testa mozzata, tre tragicomici insegnanti precari in un istituto tecnico che cade a pezzi, ragazzine pericolose per gli altri e per se stesse e padri in lotta con il passato. Sono questi gli ingredienti di una storia sulfurea fatta di comicità nera, notti brave e giovani professori che al mattino si scuotono di dosso le imprese delle ore precedenti e impugnano il registro tra studenti consapevoli che la scuola non potrà condurli verso nessun mondo migliore.
Leone Polonia, io narrante del romanzo, è uno di questi tre docenti. Bevitore incallito, lingua tagliente, alle spalle una famiglia rasa al suolo e davanti la prossima ragazza da portare al letto. Lo sfondo è la provincia di Taranto, vera terra di confine fatta di piccoli imprenditori a corto di moralità e grottesca malavita locale. Tutto procede identico a se stesso, fino a quando Leone commette un errore che non gli sarà perdonato. Aspro, lucido, liberatorio, Per sempre carnivori è uno spaccato della provincia più nascosta, il romanzo sulla scuola italiana che non emerge mai dalle cronache ufficiali, e che solo la letteratura riesce a scoperchiare.

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