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mercoledì 23 gennaio 2013

TARANTO CASSINTEGRATI MIROGLIO, IRRUZIONE ALL’INPS: PAGATECI LA CIGS


QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 GENNAIO 2012
di Nicola NATALE
L'Inps di Taranto dove hanno manifestato i "miroglini"
Detto fatto: i 220 miroglini cassintegrati ad un passo dalla mobilità-licenziamento, avevano già promesso all’inizio di gennaio di manifestare presso l’inps di Taranto.  
Da ottobre scorso non ricevono più  i ratei della cassa integrazione di cui usufruiscono ormai da oltre tre anni. 
Ieri (lunedì 21 gennaio) circa un centinaio di operai ha raggiunto con propri mezzi la sede provinciale dell’inps ed ha manifestato in via Golfo di Taranto. A loro si sono uniti anche 20 dipendenti della ITN di Martina Franca, azienda di confezioni legata al marchio Nardelli. 
Ma il mancato versamento della cassa integrazione non riguarda solo i lavoratori che manifestavano: i cassintegrati in deroga privi degli ammortizzatori sociali sarebbero 14mila in tutta la Puglia secondo fonti non confermate, ma comunque di provenienza inps. 
All’origine di questo estremo disagio ci sarebbe un deficit di molti milioni di euro nelle casse dell’inps relativo al 2012: addirittura 200 secondo alcuni. 
I blindati con i poliziotti accorsi all'Inps
L’istituto di previdenza sociale non avrebbe ricevuto gli impegni formali del ministero, il quale sarebbe alle prese con la “contabilità” della crisi pregressa che ha prosciugato le risorse.
L’inps è ente pagatore e vorrebbe chiamarsi fuori dalle responsabilità che attengono ad altri livelli dell’organizzazione statale. 
La Regione Puglia a sua volta, sulla base di accordi con l’inps, doveva procedere a coprire gli importi delle casse integrazioni straordinarie in deroga e la direzione regionale dell’inps in mancanza di queste coperture e versamenti ha interrotto i pagamenti.
Questo è ciò che è emerso dall’incontro ottenuto dai lavoratori dopo aver fatto un’irruzione che ha provocato l’immediato intervento delle forze dell’ordine.
Massimo Gravina,
sindacalista ed operaio miroglio
In men che non si dica due blindati sono arrivati in via del golfo ed un funzionario della digos (divisioni investigazioni generali e operazioni speciali) ha ammonito i manifestanti: “per un’eventuale incontro vediamo cosa possiamo ottenere, ma una cosa deve essere chiara avete invaso questo edificio”.
Poi l’incontro c’è, ma non rivela nulla di significativo ed ufficiale circa questo nuovo disagio che si abbatte sui lavoratori già esasperati. All’incontro con i vertici provinciali dell’inps tarantino hanno partecipato l’on. Ludovico Vico, Giuseppe Massafra della filctem cgil e alcuni rappresentanti sindacali aziendali tra cui Massimo Gravina ed una delegazione dei manifestanti. 
Ora l’attenzione si sposta a Bari, presso la direzione  regionale in via Putignani diretta da Giovanni Di Monde per capire dove si è inceppata la macchina governativo-burocratica  che sovrintende all’erogazione dei sussidi, ed eventualmente, inevitabilmente a Roma. 
Per molte famiglie la cassa integrazione, pur concessa dal ministero in deroga a quelli che all’inizio erano i suoi presupposti di legge, resta l’unica ancora di salvataggio nel mare della crisi che sembra invincibile. 
I sindacati tuttavia non avevano in alcun modo sollecitato la manifestazione, pur comprendendola. L’esasperazione tra i miroglini è massima, alcuni si chiedono come mai politica e sindacati non si siano occupati per tempo del problema. 
La tensione è alimentata anche dal fatto che le alternative lavorative si intravedono solo per pochissimi e i numerosi tentativi di reindustrializzazione dell’ex “filatura e tessitura di puglia” finora sono andati tutti a vuoto. Prossima mobilitazione annunciata dai cassintegrati a Bari. 
Insomma una miscela più che esplosiva, che mette a dura prova la pazienza e l’estrema correttezza con la quale lavoratori e i cittadini stanno subendo gli effetti della crisi. “I lavoratori cominciano a non voler più sapere di stare in mezzo ai tavoli” dichiara Giuseppe Massafra, sindacalista della filctem cgil da tempo impegnato nelle tante e pesanti crisi aziendali che hanno messo in ginocchio la provincia jonica.


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