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giovedì 10 gennaio 2013

Marina di Ginosa L’ALLUVIONE DIMENTICATA. INSORGE IL COMITATO TERRE JONICHE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 7 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa Uno dei momenti della conferenza al Bar "77" di Viale Jonio
Quando si dice marginali. 
Governo e parlamentari si sarebbero “dimenticati” di inserire Marina di Ginosa e Metaponto tra le aree alluvionate destinatarie di risorse, nella legge di stabilità approvata il giorno prima di Natale. Ora sarà difficilissimo sul piano tecnico-giuridico, recuperare la svista, se di questo si è trattato. 
Ma il comitato terre joniche, che si era fieramente battuto per il riconoscimento, prima della calamità, poi della messa in sicurezza del territorio e dei risarcimenti, ora chiede il perché ai 54 parlamentari pugliesi ed ai 13 lucani. Andremo ad ogni comizio, prepareremo dei manifesti in campagna elettorale, li chiederemo dov’erano quando si approvava il decreto legge”. 
Il comitato Terre Joniche, con il portavoce Gianni Fabbris, ne ha appreso la notizia solo il 2 Gennaio. Qualcuno da Roma, che aveva letto attentamente la Gazzetta Ufficiale del 29 Dicembre, si è accorto che c’era spazio quasi per tutti, ma non per l’alluvione che colpì Marina di Ginosa e Metaponto nella notte tra il 1° ed il 2 marzo del 2011. 
Nel decreto convertito in legge e valido come stanziamenti per i prossimi tre anni, sul fondo apposito c’è stato posto invece per le alluvioni di Piemonte, Liguria, Toscana, Veneto, Umbria e Marche, per le eccezionali avversità atmosferiche della provincia di Messina, per le precipitazioni nevose di Marche ed Emilia Romagna e infine per il sisma di Calabria e Basilicata. 
Il disastro dopo il ritiro delle acque nel Marzo del 2011
A Marina di Ginosa il comitato ha indetto ieri una conferenza stampa per denunciare l’accaduto e mobilitare nuovamente i cittadini con un’assemblea congiunta che dia mandato per le prossime azioni di protesta. “Sono stanco di inseguire i parlamentari, non è la prima volta che veniamo puntualmente esclusi” ha detto Fabbris. 
Per il sindacalista di Altragricoltura è “evidente la discriminazione, uno schiaffo in faccia alle due comunità”. Questa questione va risolta tuona Fabbris ma non spetta a noi farlo. “Abbiamo indicato la via, scritto i provvedimenti che mettevano insieme Stato e Regione per garantire almeno la messa in sicurezza del territorio, ottenuta (n.d.r. solo con lo sciopero della fame ed altre proteste) l’ordinanza del presidente del consiglio con la nomina del commissario delegato alla gestione del post-alluvione, ora basta”. 
Nel frattempo è diventata incostituzionale la norma che addossava alle sole Regioni l’onere di riparare ai danni derivanti da calamità naturali. 
Certo gli alluvionati non hanno avuto la solidarietà unanime di tutta la comunità. Ancora ieri c’è chi, commentando la conferenza, addossa agli alluvionati  la colpa di aver costruito case ed aziende fuori dalle regole. 
Quasi dimenticando che quella notte i cittadini non furono avvisati dell’apertura automatica delle paratie della diga e dello sforamento in 5 punti degli argini del Bradano. E dimenticando che in quelle stesse zone è previsto un imponente progetto turistico immobiliare. 
Alla conferenza ha anche partecipato l’assessore comunale all’ambiente Leonardo Galante che ha stigmatizzato l’accaduto e assicurato che l’amministrazione comunale  di Ginosa non rinuncerà ad essere trattata alla pari degli altri comuni colpiti. 
L'on. Ludovico Vico durante una manifestazione
sulla SS106
Poi, nel primo pomeriggio arrivano le precisazioni dell’On. Ludovico Vico (pd): “giusta la protesta del comitato ma la legge è arrivata blindata in commissione, dov’è rimasta per poche ore e non è stato possibile discuterla, poi abbiamo votato la fiducia, noi deputati non potevano fare nulla”. 
Per il parlamentare la situazione è stata diversa al senato che invece a suo dire avrebbe avuto 20 giorni di tempo per esaminarla. 
Mi si riconoscerà, ha aggiunto Vico, di aver partecipato più che attivamente al riconoscimento dello stato di calamità e comunque anche se la legislatura è sciolta, l’area di ristoro può essere estesa  nella prossima legislatura in occasione delle prime leggi di spesa. Nel frattempo ha aggiunto l’on. Vico la Presidenza del Consiglio è stata messa al corrente dell’esclusione. Il Comitato quindi torna a chiedere un incontro ai Presidenti di Regione Vendola e De Filippo, oltre ad un incontro con i segretari di tutte le forze politiche.

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