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venerdì 18 gennaio 2013

LATERZA, PARTE DALLA PROVINCIA LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL PD JONICO. TEMA L’ITALIA GIUSTA, SVOLGIMENTO FAR PAGARE CHI HA DI PIU’


QUOTIDIANO DI PUGLIA 13 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Laterza, l'avvio della campagna del Pd, nella sala servito.
Parte da Laterza la campagna elettorale del PD jonico.  
Venerdì sera, nella saletta Servito c’erano l’on. Ludovico Vico, l’assessore regionale Michele Pelillo, il cons. reg. Michele Mazzarano a esaltare la “portata storica” delle primarie tra i candidati pd al Parlamento. 
Come anfitrioni Lucrezia Laforgia, il vicesindaco Sebastiano Stano  ed il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane. Va subito al punto Mazzarano: “le primarie erano l’unico rimedio al porcellum, l’attuale legge elettorale, quelle degli altri sono storielle". Senza trascurare aggiunge “possibili penalità dall’Europa se la legge elettorale fosse stata cambiata nell’imminenza delle elezioni”. 
Poi l’orizzonte: “la crisi non finirà domani, non voglio illudervi, servirà ancora rigore, la ricetta è far pagare chi ha di più”. 
Non manca il riferimento alla scarsità del personale sanitario, alla necessità di un nuovo ospedale pubblico a Taranto da 6-700 posti letto ed infine l’appoggio alla senatrice Finocchiaro: “non sarà la senatrice di Taranto, ma è una risorsa del pd per le problematiche di Taranto che hanno portata nazionale”. 
Dal canto suo il sindaco Lopane rivendica attenzione ai territori, alle serie difficoltà dei bilanci degli enti locali che comunque non ostacoleranno per Laterza “con un debito nel 2011 di 14,5 milioni di euro il finanziamento di molti progetti che potranno essere cantierizzati nel 2013”
L'on. Ludovico Vico (pd)
Un cenno anche all’adozione del piano di protezione civile finora assente a Laterza. Poi l’entrata in scena di Vico, reduce da un incontro sulla strada statale 7-ter bradanico-salentina: “non sono un uomo di spettacolo, vi dirò quindi che c’è qualcosa solo per l’estremo sud del Salento”. 
Per l’onorevole originario di Manduria il sud oscilla tra martirologio e spettacolarità “come dimostra l’ultimo duello Berlusconi Santoro, poi c’è la realtà”. 
E la realtà è “mettere in sicurezza chi il lavoro non l’ha perso, assicurare gli ammortizzatori sociali e ricostruire la famiglia”. 
Famiglia che “soffre in silenzio e se parla si scaglia contro la classe dirigente”. 
Insomma dice Vico “la Natuzzi vivrà o morirà, mi voglio occupare di queste questioni”. “Certo” dice simpaticamente “poi dobbiamo vincere, e vi ringrazio per non avermi dato nemmeno un voto alle “parlamentarie.” 
Ti vogliamo bene comunque” risponde pronta Laforgia quasi dimentica dei 33 voti presi da Vico, rispetto ai 203 di Pelillo, ai 203 di Finocchiaro o ai 106 di Ressa. 
Conclude Vico rilanciando la proposta di Bersani di togliere l’imu al di sotto dei 500 euro: “chi ha di più paghi, o no?”.  
Chiude la serata, finita con un rinfresco, l’assessore Pelillo che è il più convincente nel difendere la scelta della Finocchiaro e nel dare le dimensioni esatte della discriminazione del sud ad opera di Tremonti, stampella prima del pdl ora della Lega. 
Per Taranto serviva “una figura di grande spessore e con umiltà e generosità abbiamo rinunciato io al 3° posto in Senato e Vico all’8° alla Camera”. Anche per lui però bisognerà ancora “fare sacrifici, ma in un’Italia giusta come dice lo slogan quanto mai azzeccato della campagna pd per le politiche del 24 e 25 febbraio del 2013”.

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