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giovedì 10 gennaio 2013

GINOSA ANCORA UN ALTRO SUICIDIO, QUESTA VOLTA E’ UN PENSIONATO ILVA


QUOTIDIANO DI PUGLIA 4 GENNAIO 2012
di Nicola NATALE
Il disagio sociale di cui ha parlato Napolitano ha preso una deriva molto più pericolosa a Ginosa: il suicidio.
E’ di ieri sera  la notizia della tragica scomparsa di E.C. un pensionato ilva ultrasessantenne, padre di tre figli. L’uomo, con una corda al collo,  è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso 2 gennaio lungo la strada interna che conduce da Ginosa a Matera nei pressi della vecchia casa cantoniera.
Non si tratterebbe come nel caso di R.N. (48 anni) uccisosi il 29 dicembre scorso, di un caso evidente di depressione, ma le notizie sono contrastanti. La notizia ha creato sconcerto, allarme e dolore. Il numero dei gesti estremi tra il 2011 ed il 2013 ha subito un improvviso rapido innalzamento. L’ultimo suicidio è il 6° in questo intervallo di tempo nella sola Ginosa.
Altri due casi si sono verificati nella vicina Laterza. Finora il profilo psicologico, sociale ed economico delle vittime non ha consentito di azzardare ipotesi.
Un convegno tenutosi a maggio scorso presso il Teatro Alcanices di Ginosa, con la presenza di specialisti, aveva esortato a seguire di più e meglio le persone in difficoltà, cui è seguita l’attivazione di un centro ascolto.
Tuttavia la depressione, il male oscuro, è fenomeno molto presente nelle nostre società e di difficile controllo, nonostante il miglioramento delle terapie e il suo riconoscimento come vera e propria patologia.
Suicido Eduard Manet 1877 
A Ginosa forse si sono coagulate in misura maggiore, cause altrettanto presenti in tutta la penisola, senza dimenticare che il tasso dei suicidi è alto anche nelle ricche ed organizzate società scandinave. Vittorino Andreoli, il noto psichiatra, sostiene che ci siano diversi tipi di suicidio.
Quello derivante da depressione dipenderebbe dal sentirsi privi di senso.
Oppure dalla convinzione di non sapere efficacemente tessere dei legami o di far del male agli altri.
Ma i vissuti personali sono troppo profondi da scavare e la sintesi scientifica spesso non può essere d’aiuto nella comprensione del caso singolo, come finora non è stata capace di spiegare il perché della concentrazione nella città delle due Gravine.
Né tantomeno perché qualche anno fa Martina Franca aveva assistito sgomenta alle stesse notizie. Stando a quanto si sa, è da escludere che ci siano in loco cattivi trattamenti sanitari di questi stati depressivi o addirittura altre cause, che veramente andrebbero pescate nel regno della fantasia.
Come si sa le feste, rendono più impietoso il confronto tra la supposta felicità altrui e la propria condizione personale. A detta degli esperti, il suicidio non è atto impulsivo e tuttavia non può essere purtroppo prevenuto con tecniche scientifiche. Resta il dolore di una comunità che oltre ai problemi economici sempre più difficili, assiste impotente alla perdita di tanti soggetti fragili.

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