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mercoledì 10 ottobre 2012

LOSPINUSO: NON C'E' ALTERNATIVA ALLA TARANTO INDUSTRIALE.

Pietro Lospinuso, consigliere regionale del pdl
al suo quarto mandato.
Ieri il consigliere regionale Pietro Lospinuso (pdl)  ha diffuso la seguente nota:
Leggo con autentica sorpresa una nota di amici commercianti, artigiani e coltivatori diretti che si contrappone ad innovazioni industriali - come Tempa Rossa - che porterebbero lavoro e reddito a Taranto, o comunque impedirebbero la desertificazione delle nostre attività produttive.
Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe delle nostre attività economiche, dai negozi alle botteghe ai campi, se venisse meno quel pò di potere d’acquisto che a Taranto e dintorni è garantito soprattutto dalla sua vocazione industriale.
Non sarebbe anche male se chi legittimamente contesta tale vocazione spiegasse anche come potrebbe essere rapidamente sostituita senza contraccolpi devastanti sulla condizione economica complessiva del territorio.
Continuare a dire “no” a tutto senza essere in grado di fornire alternative adeguate e praticabili è una sorta di “cupio dissolvi”, una deriva pericolosissima, dalla quale rischiamo di non sollevarci più".


LA SPIEGAZIONE DELLA FRASE LATINA "CUPIO DISSOLVI"

La locuzione latina cupio dissolvi, tradotta letteralmente, significa desidero morire e deriva da una frase biblica espressa da san Paolo nella lettera ai Filippesi  1, 23-24


LA NOTA CONGIUNTA DI CONFCOMMERCIO, C.L.A.I.I. E COLDIRETTI  
"GRANDI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI, DIAMOCI UNA PAUSA DI RIFLESSIONE"

Confcommercio, C.L.A.A.I. (Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane) e Coldiretti della provincia di Taranto attraverso un documento congiunto dell’agosto scorso avevano sollecitato l’avvio nell’immediato di  una moratoria dei programmi di crescita dei siti industriali già esistenti, subordinata alla definizione delle nuove  politiche  di sviluppo economico del territorio in funzione di una nuova eco-sostenibilità dello sviluppo industriale.
Alla luce di quanto già precedentemente dichiarato le Associazioni plaudono al Consiglio  Comunale per l’orientamento espresso  in merito alla questione ‘Tempa Rossa’, condividendone l’obiettivo di non voler favorire sic et simpliciter l’insediamento  sul territorio di nuovi investimenti  industriali che comportino un ulteriore aggravio dei  rischi ambientali. 
Il  progetto ‘Tempa Rossa’, comportando  la navigazione  in Mar Grande di 133 super petroliere all’anno, 90 in più rispetto alle attuali, porrebbe la parola fine  a qualsiasi speranza di sviluppo economico futuro in una direzione diversa da quella industriale. 
Come si può parlare di economie alternative, di incentivare le  produzioni sostenibili, di soft economy, di green road, di smart city, etc. se poi dicotomicamente stendiamo tappeti rossi al più  rischioso e sporco  dei traffici marittimi?
 E’ incomprensibile  come  in una fase così delicata della vita della comunità jonica si abbia la forza ed il coraggio di sostenere la necessità di dover  aprire il territorio a nuovi insediamenti industriali, discutibili sul piano della sicurezza e dell’impatto ambientale. 
E’ questo il futuro che vogliamo? 
 Lo chiediamo ai politici, lo chiediamo Sindacati che invocano la ‘prudenza’, lo chiediamo a Confindustria ed al suo presidente provinciale, Enzo Cesareo,  che ha l’ardire in queste ore di ipotizzare  –abbiamo capito bene?- la richiesta di una azione risarcitoria da parte delle industrie che hanno ottenuto il via libera per l’appalto e che ora si vedono bloccare le autorizzazioni. 
Come dire che il business e  il diritto all’impresa  viene prima di tutto, prima ancora di qualsiasi diritto di una comunità a voler scrivere il  proprio futuro, e a voler decidere in che direzione andare.
E’ un atteggiamento incomprensibile che dimostra come certa classe dirigente sia ormai  anni luce lontana dal sentimento comune della gente e dalla scala di valori sentiti come prioritari: la salute, la qualità della vita, la dignità umana, il rispetto dell’ambiente, la visione condivisa  del futuro. 
Non si tratta di bocciare  tout court i progetti industriali hard (Cementir, Enipower, etc.), ma è necessario discutere, ragionare sulla compatibilità – ambientale, economica, urbanistica  e sociale- di tali progetti.
C’è tutto un mondo di saperi, di energie,  di tecnologie e servizi avanzati,  di produzioni innovative che aspettano di essere scoperti e di essere adottati per rilanciare le vocazioni del nostro territorio (il mare, l’agricoltura, il turismo, il commercio, l’artigianato, la cultura).
 Il futuro per il Mezzogiorno, lo ha detto Svimez in questi giorni, è un “mix di innovazione e industria, ambientale e sociale, culturale e digitale”.
Non è più tempo di turarsi il naso ed andare avanti senza ‘se’ e senza ‘ma’!


COS'E'  - SECONDO TOTAL ITALIA -   IL PROGETTO TEMPA ROSSA 

Tempa Rossa è un giacimento petrolifero situato nell'alta valle del Sauro, nel cuore della regione Basilicata, nel sud Italia. 
Il progetto si estende principalmente sul territorio del Comune di Corleto Perticara (PZ), a 4 km dal quale verrà costruito il futuro centro di trattamento. 5 pozzi si trovano anch'essi sul territorio del Comune di Corleto Perticara, mentre il sesto pozzo si trova nel Comune di Gorgoglione. 
Altri due pozzi saranno perforati una volta ottenute le autorizzazioni. L'area dove verrà realizzato il centro di stoccaggio GPL si trova invece nel Comune di Guardia Perticara.
A regime l'impianto - tra i più evoluti nel settore petrolifero - avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo.
Il progetto di sviluppo
Messa in produzione di 8 pozzi (6 già perforati e altri 2 da perforare una volta ottenute le autorizzazioni).
Costruzione di un centro di trattamento oli dove gli idrocarburi estratti, convogliati tramite una rete di condotte interrate (pipeline), verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas combustibile, zolfo, GPL) e poi, a seconda del prodotto, spediti tramite canalizzazioni interrate.
Costruzione di un centro di stoccaggio GPL (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 m³) dotato di 4 punti di carico stradale.
Costruzione o modifica di infrastrutture di servizio (adeguamento di strade comunali, realizzazione dei sistemi per l'alimentazione di acqua ed elettricità per il centro di trattamento, connessione alle reti esistenti per il trasporto e la distribuzione degli idrocarburi).
Un progetto che esige conoscenza tecnica e soluzioni appropriate
Scoperto nel 1989, il giacimento Tempa Rossa, nella concessione Gorgoglione, è particolare per la natura degli idrocarburi presenti (olii pesanti da 10 a 22 API e presenza di zolfo) ma anche per il suo contesto ambientale: situato tra il parco regionale di Gallipoli Cognato e il parco nazionale del Pollino, la concessione si trova nel cuore di una regione ad alto valore turistico per la bellezza dei suoi paesaggi; si estende su un territorio geologico segnato da una sismicità non trascurabile e una rete idrogeologica complessa. A queste particolarità si aggiunge un patrimonio archeologico di primo piano. La valorizzazione di un tale giacimento rappresenta dunque una sfida che Total e i suoi partners accettano mettendo in opera le tecniche più adatte dell'industria petrolifera in materia di esplorazione e produzione, e anche per quanto riguarda la sicurezza delle operazioni, il rispetto dell'ambiente e della natura.
Un progetto di dimensione interregionale
Il giacimento Tempa Rossa beneficia della vicinanza di infrastrutture esistenti, distanti 8 km. 
Così il gas sarà facilmente convogliato alla rete locale di distribuzione SNAM e il petrolio trasportato tramite condotta interrata fino all'oleodotto "Viggiano-Taranto", oleodotto con un diametro di 51 cm e lungo 136 km (di cui 96 in Basilicata) che collega le installazioni petrolifere della Val d'Agri alla Raffineria di Taranto, suo terminale di esportazione.
I partners del progetto
Lo sviluppo del progetto Tempa Rossa riunisce due grandi gruppi petroliferi mondiali. 
Al fianco di TOTAL E&P Italia, operatore incaricato dello sviluppo del progetto, figura anche la Shell (25%) . Attori di taglia mondiale dotati di una grande esperienza in Italia.

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