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mercoledì 3 ottobre 2012

LATERZA, CURVET: 40 FAMIGLIE CON L’INCUBO DISOCCUPAZIONE


dal Quotidiano di Puglia del 2 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
I lavoratori Curvet durante una protesta davanti ai cancelli della fabbrica chiusa
Notizie non tranquillizzanti per i lavoratori della Curvet, lo stabilimento laertino all’avanguardia nella lavorazione del vetro curvo. 
I circa 40 lavoratori si sono riuniti ieri, davanti al cancello dello stabilimento, per fare il punto qualche giorno prima della scadenza della cassa integrazione con i rappresentanti sindacali. L’ammortizzatore sociale scade il 3 Ottobre. 
Da sx Giuseppe Massafra (filctem cgil)
ed Amedeo Guerriero, (Uilcem)
all'interno della Curvet
Venerdì scorso a Bari, presso la task force regionale per l’occupazione, i sindacalisti Amedeo Guerriero (uilcem)  e Giuseppe Massafra (filctem) - insieme con una delegazione di cassintegrati - hanno discusso sulla proposta di subentro che la casa madre di Colbordolo (Pesaro) starebbe vagliando. 
Una proposta ha affermato Massafra che “ci lascia con molti dubbi”. 
Non c’è infatti al momento alcuna richiesta di proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) da parte della Curvet, né piano industriale, quindi nessuna certezza sul destino dei 40. Si teme anche per loro la mobilità (come già con i 203 della Miroglio di Ginosa e Castellaneta). I sindacati “preannunciano in tal caso un’azione legale per il recupero dei crediti maturati e non riscossi dai dipendenti Curvet” sempre più scettici  sul loro futuro.
 Tuttavia i sindacalisti non demordono e dicono che si possono “trovare soluzioni più convincenti”. Anche perché la Curvet di Laterza avrebbe potuto lavorare con commesse locali se non fosse stata data la precedenza alle commesse della casa madre. 
LATERZA - L'interno ormai inattivo della Curvet
Tali commesse pur evase, non hanno riequilibrato le entrate dello stabilimento laertino, mettendolo automaticamente in deficit: gli fu staccata persino l’energia elettrica. 
Un mercato per un’azienda all’avanguardia come la Curvet, con stabilimento e macchinari pagati anche grazie a contributi pubblici, ci sarebbe. 
Ma la Curvet non è autonoma, ha la testa a Colbordolo e decide in base alle logiche della casa madre. Del resto la cessione dell’azienda, una sua eventuale piena attività in un mercato di colpo diventato più piccolo, potrebbe costituire una pericolosa concorrenza interna. 
Impossibile sapere se la proposta in campo è ancora quella proveniente da una cordata di imprenditori con rappresentanza a Manduria di cui si parlava nel Luglio scorso. 
Proposta che salverebbe solo una parte degli occupati e che lascia perplessi sul fatto che sia un’effettiva soluzione. 
Il dilemma che si scioglierà il 3 Ottobre. 
Allora si vedrà se ci sarà un altro anno di respiro (e di inattività) per i dipendenti con una nuova cigs o se la mobilità dichiarerà chiuse le speranze anche per l’avveniristico stabilimento in contrada Difesa Murge.

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