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martedì 23 ottobre 2012

CASTELLANETA RESTA TARANTINA


Quotidiano di Puglia del 20 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
La Giunta Gugliotti di Castellaneta
Castellaneta rimane nel suo alveo, cioè in provincia di Taranto. 
Il Consiglio comunale finisce dopo tre ore, ma la direzione è scontata. Il sindaco Giovanni Gugliotti chiarisce che l’intento della delibera è escludere un accorpamento con la Provincia di Lecce. 
La maggioranza si unisce alla minoranza nello stigmatizzare la legge di riordino con un attacco fortissimo ai consiglieri regionali e a chi ha calato dall’alto una mannaia “che non farà risparmiare”. Coltissimo l’intervento del professor Rocco Loreto a cavallo tra storia, glottologia ed antropologia per dire una cosa: “i nostri governanti si caratterizzano per analfabetismo antropologico”. 
Rocco Loreto, consigliere di minoranza di Castellaneta
Definizioni di confini di questo genere si fanno ogni due o trecento anni e noi siamo qui a parlarne in articulo mortis, quando tutto è stato deciso”. 
Interessantissima la digressione sul ceppo pre-indoeuropeo rimasto impresso nei nostri dialetti che dimostrerebbe una peculiarità delle popolazioni joniche, che non può essere compressa a colpi di accetta dal bruto dato demografico e di superficie.
Maurizio Cristini,
consigliere di minoranza patto per la città
Lo stesso Maurizio Cristini, condividendo l’intervento magistrale di Rocco Loreto, dice che si assiste “ai danni della politica, e che con Taranto capoluogo, scelta inevitabile, si assiste comunque ad uno stupro dei comuni brindisini”. 
Ci stanno togliendo la nostra storia e le nostre tradizioni” ha concluso. 
Alla fine una riunione di capogruppo supera l’impasse determinata da una delibera che poco può influire sulle sorti del riordino: la noia serpeggia a tratti. 
Si raggiunge l’unanimità nell’accettare come capoluogo Taranto, ma ci sono distinguo sugli effetti del riordino. Loreto, per coerenza con il suo discorso, non partecipa alla votazione. 
Non attrae la scelta di Bari, nonostante il riferimento ai Peuceti come tradizione culturale e linguistica, della città del mito. 
Castellaneta resta nell’alveo tarantino, dubbiosa però che dal riordino ci possa essere un effettivo miglioramento e tantomeno un risparmio per le assetate casse pubbliche. 

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