DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

sabato 1 settembre 2012

MIROGLIO, SI TENTA ANCORA LA RE-INDUSTRIALIZZAZIONE


di Nicola NATALE
Miroglio: l'incontro di Bari del 31 Agosto. Nessun investitore all'orizzonte per scongiurare la mobilità dei 220.
Settembre ed i nodi del lavoro tornano tutti quanti. 
In primis il destino dei 220 cassintegrati della  Miroglio, in mobilità entro il 31 Dicembre. 
L’ennesimo tavolo -  con la proprietà rappresentata dal dr. Alessio Fois - si è tenuto a Bari venerdì scorso, 31 Agosto. 
Vi hanno partecipato, oltre alle rappresentanze sindacali, il dr. Caroli della task force regionale per il lavoro, il prof. Pirro e il dr. Sogaro della Wollo, la società nuovamente incaricata dal Gruppo Miroglio di tentare una nuova re-industrializzazione che possa assorbire i  lavoratori espulsi dalla fabbrica tessile di contrada Girifalco. 
Fois ha detto che la ricerca di soluzioni industriali continuerà anche dopo la messa in mobilità, fino al 31 Dicembre 2013, confermando quindi la volontà di recidere formalmente il legame contrattuale. 
In una parola: licenziare. 
Significative le frasi di Sogaro: “la situazione economica è peggiorata, anche al Nord, i dossier aperti sono tanti ed i tempi sono lunghi”.  
Di scoraggiamento tra i lavoratori - ha parlato Tiziana Marini della femca cisl - in seguito a bufale e fallimenti, anche se qualche “tenue speranza la dà l’impegno di Miroglio a cercare ancora soluzioni”. Per Giuseppe Massafra della filctem cgil “in 18 mesi bisogna credere di poter trovare una soluzione, con il coinvolgimento attivo di tutti”.  
L’incontro di fine  Settembre a Roma al tavolo ministeriale intanto si profila come l’ennesima tappa di una via crucis che si trascina da tre anni  e mezzo. 
Alla riunione era presente, tra il pubblico, anche Bertolino, il responsabile del personale del gruppo, a testimonianza che il dossier “filatura e tessitura di puglia” è di una certa importanza anche per il gruppo di Alba. 
Come tanti gruppi industriali italiani, la Miroglio ha avviato una delocalizzazione in paesi in via di sviluppo ed un imponente e capillare potenziamento delle strutture commerciali in Italia. 
La strategia, avallata a livello europeo e di wto, l’organizzazione mondiale  del commercio, ha alla lunga ottenuto il risultato di impoverire le economie dei paesi sviluppati e deprimerne i mercati. 
Le basi per una crisi duratura come l’attuale, sono state poste anche così.

Nessun commento:

Posta un commento