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lunedì 3 settembre 2012

BCC MARINA DI GINOSA, CROCIERA TRA I FIORDI PER 30 SOCI. Il presidente conferma trend in ripresa e crescita degli impieghi.


di Nicola NATALE
E’ una piccola rivincita quella del Credito Cooperativo di Marina di Ginosa.  
Non solo partire dalla frazione del comune madre nei primi anni ’60,  ma poi avviare altre due filiali a Ginosa e Castellaneta e soprattutto macinare dati positivi in tempi di crisi nera come questi.  Permettendosi, dopo  l’anno nero dell’alluvione marinese del 1° Marzo 2011  - con relativi finanziamenti a tasso zero per i cittadini colpiti  - di riprendere la tradizione del viaggio per i soci. Trenta soci, estratti a sorte, partiranno da Cophenagen in Danimarca alla scoperta di fiordi e città del grande nord perché - dice il presidente del credito cooperativo Dr Francesco D’Alconzo -  gran parte della nostra storia, fino al Castello di Ginosa costruito da Roberto il Guiscardo, è intessuta a quella dei Normanni. 
Questo viaggio – secondo la  Bcc jonica – è un’immersione nella storia, ma anche un’iniezione di ottimismo. 
Marina di Ginosa, la sede della BCC
in Viale Jonio
Così il presidente: “la crisi non è scongiurata, i nostri clienti ne sentono ancora le conseguenze, ma i dati della Banca di Credito, su base trimestrale e semestrale, parlano di un trend in ripresa”
In controtendenza con l’andamento nazionale – prosegue -  la Bcc di Marina di Ginosa registra un netto e costante aumento degli impieghi”. 
Anche la ripresa del viaggio sociale è “una boccata d’ossigeno, che guarda alla crescita culturale sociale ed economica del territorio”. 
Non c’è dubbio che dai tempi in cui si chiamava Cassa Rurale ed artigiana, il tessuto produttivo dell’area jonica, e di Ginosa in particolare, è completamente cambiato, quasi stravolto, dalle rapide trasformazioni economiche. L’agricoltura, soprattutto con l’uva da tavola, e l’Italsider, fino ai primi  anni ‘90 attività dominanti e apportatrici di impieghi generosi e solidi, si sono ridimensionate drasticamente. Seguite da un piccolo boom dell’edilizia e di certa parte della ristorazione e del commercio, fino ai  primi anni del 2000. Poi la crisi ha investito anche questi settori, ma tutti sperano in una ripresa, immaginando anche un futuro produttivo diverso, più legato forse a ricettività e turismo, senza trascurare le  aree industriali ed artigianali ferme o a regime minimo. In questo il Credito Cooperativo può avere un ruolo essenziale perché, prima e meglio di altri attori, può intravedere i futuri settori di sviluppo ed incoraggiarli con l’unico argomento possibile: i finanziamenti.

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