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venerdì 13 luglio 2012

GINOSA, STOP DAL CONSIGLIO DI STATO ALLA CENTRALE A BIOMASSE “GIN.POWER”. MA NON E' FINITA.

di Nicola NATALE
Importante battuta d'arresto per la realizzazione di un inceneritore a biomasse in contrada G. Pasquale a Ginosa da parte della Gin Power s.r.l.. 
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune di Ginosa, contrario alla sua realizzazione.
Tuttavia la sentenza, annullando l'autorizzazione regionale concessa nel 2010, fa salvi "gli ulteriori provvedimenti da adottare nel rispetto della normativa".
Quindi il procedimento autorizzativo potrebbe ripartire, proprio sfruttando le indicazioni della sentenza.
In sostanza il Consiglio di Stato, citando leggi e regolamenti regionali,  dice che se l'impianto sorge in zona agricola ed è a filiera corta "è previsto un mero parere non vincolante del comune, da esprimere con particolari garanzie partecipative".
Quindi l'eventuale diniego del Comune varrebbe a nulla se la Regione decide che c'è la possibilità di alimentare una centrale di quella portata con i residui legnosi della zona.
L'autorizzazione regionale all'’impianto da 5 megawatt (MWe) proposto dalla società Gin Power s.r.l. ed autorizzato dalla Regione Puglia in data 13 Luglio 2010,  era stata in un primo momento confermata da una sentenza del Tar di Lecce. 
La campagna elettorale del Maggio 2011 si era particolarmente incendiata su questo tema.
In particolare si temeva, senza fondamento alcuno, che la centrale finisse per bruciare, non  “biomasse vergini lignocellulosiche” -  alquanto scarse nel territorio -  ma rifiuti di altra natura.
 Magari anche organici, ma non certo provenienti dalle lavorazioni agricole del territorio, né tantomeno dai boschi.
Pochi credevano alla filiera corta insomma, vale a dire ai 70 chilometri massimi di provenienza di almeno il 40% delle biomasse, formalmente assicurate dalle ditte che avevano allegato i contratti di fornitura.
Che ci fosse insomma un caso diverso, ma per altri versi paragonabile, all’ASECO di contrada Lama di Pozzo, lo stabilimento divenuto di proprietà AQP, che lavora acque reflue e fanghi per trasformarli in compost, terriccio di qualità. 
Operazione utilissima ma che ammorba spesso di odori non proprio gradevoli, l’intera contrada di  Lama di Pozzo, zona in cui sono ubicate tantissime aziende agricole e sorgono diverse residenze private di campagna.
FINANZIAMENTI AD HOC DAL GOVERNO
Il Corriere del Mezzogiorno, dorso locale del Corriere della Sera, specificava il 30 Gennaio 2012 che al fine di risolvere il problema dei rifiuti e la produzione di energia al sud cento milioni di euro del Ministero dello Sviluppo Economico erano disponibili  sotto forma di contributo in conto impianti e finanziamenti agevolati. La gestione delle domande scadenti il 17 Aprile scorso è affidata a Invitalia. 
Qui sotto, senza pretese esaustive, come alcune esperienze di centrale a biomasse sono state declinate altrove in Italia.
http://www.youtube.com/watch?v=YbYbystUzPY&feature=related

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