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domenica 22 luglio 2012

BIVACCHI IN PINETA: VIDEO CHOC DI DENUNCIA

di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, la Pineta Regina lungo viale Trieste come si presenta dopo l'incendio del 17 e 18 Luglio 2012
Video choc  sulla presenza di rifugi illegali nella pineta Regina. 
Fonti non anonime - ma che hanno preferito il riserbo - lo hanno consegnato alla redazione di NET Uno TV, la web tv seguitissima fondata a Marina di Ginosa grazie all'intraprendenza di Massimiliano Doro.
Vi si vedono chiaramente tende, sanitari, tavoli, sedie, tutto quanto serve ad un soggiorno certo non temporaneo. Persino poster attaccati alle tende. Tutto questo fin dal Maggio 2011. 
Poi il video passa alle riprese fatte qualche giorno fa, in cui la situazione è praticamente immutata. Chiaro il riferimento, l'accusa alla sostanziale, presunta, tolleranza della sistemazione di fortuna: quella  è  pur sempre una zona battuta dal Corpo Forestale dello Stato che ha una propria base a Marina di Ginosa. Così come anche dagli uomini dell’ARIF, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali.  
Una situazione anomala atteso che non è possibile campeggiare in pineta, figuriamoci prenderla a rifugio.
Tanto più che la pineta Regina è stata oggetto in questi anni di continui interventi finanziati dalla Regione Puglia proprio nella zona oggetto del maxi incendio di due giorni fa. 
Gli addetti avevano compiuto un lavoro esemplare di potatura degli eucalipti e di pulizia del sottobosco. Un lavoro che ha evitato danni ulteriori nei giorni neri del 17 e 18 Luglio. 
Allora perché consentire sistemazioni provvisorie?
Tanto vale fare in modo che la pineta sia battuta sempre da corridori ed amanti della natura ed oggetto finalmente di una "reale" politica di valorizzazione. Abitata dai marinesi e dai turisti.
Nel contempo va detto che manca o è spesso inadeguata una politica di accoglienza degli immigrati, peraltro osteggiata da alcuni italiani sulla base dell’assunto "prima noi".
Pochissimi italiani però devono ricorrere ad un alloggio di fortuna nella pineta.
D'altra parte l’identificazione e l’espulsione spesso sono solo foglietti di carta, mentre i rimpatri costano fior di quattrini.
Tuttavia da un alloggio di fortuna  non si può automaticamente desumere una qualche responsabilità diretta nel gravissimo incendio che ha fatto vivere due giorni di paura e rabbia a Marina di Ginosa. Quella rabbia si è subito appuntata subito verso gli stranieri, perlomeno in molti commenti apparsi su facebook. 
Il  numero di immigrati in questi anni è sensibilmente salito a Marina di Ginosa, ma non tutti accettano i nuovi arrivati.
Il video che net unotv ripropone potrebbe rinfocolare l’intolleranza verso l’immigrazione che ormai, come dappertutto, è un fatto acquisito.
Spicca centralissimo in viale Jonio il negozio che ostenta la bandiera del Bangladesh, un’altro è più in là, senza contare gli immancabili negozi cinesi. 
In aumento anche la popolazione dell’est che sogna una vita migliore trasferendosi in Italia. 
Ma spesso così non è, e quelle baracche stanno a dimostrarlo.
IL LINK AL SERVIZIO DI NETuno TV

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