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venerdì 6 aprile 2012

OMG, UN MONDO DI BENE. DALLA PUGLIA AL PERU’ UN CONTAINER DI VIVERI

dall'articolo del Quotidiano del 5 Aprile 2012
di Nicola NATALE
I ragazzi dell'OMG
Un container di viveri, destinazione Lima, in Perù. 
E’ questo il risultato degli sforzi dei volontari dell’Operazione Mato Grosso (OMG), attiva a Ginosa fin dal 1997. Una decina di ragazzi e ragazze, ma anche uomini fatti, ha caricato a mano, scatolo per scatolo, 250 quintali di viveri a lunga conservazione.  
Tutti in precedenza accuratamente separati, impacchettati e classificati, per tipologia e peso. C’è pasta, farina, olio, legumi, tonno, pelati, scatolette, zucchero. 
L’operazione di carico del container  si è svolta  sabato 31 Marzo, nel piazzale Padre Pio, punto ormai consolidato anche per la raccolta degli abiti dismessi (l’OMG usufruisce dei locali di servizio gentilmente concessi dal Comune). 
Tempo due-tre giorni ed il container partirà dal porto di Napoli dopo aver effettuato le operazioni di dogana, tra una ventina di giorni il container arriverà ai centri di distribuzione nella capitale peruviana. Sono case, magazzini che stipano il contenuto di oltre cento container che arrivano ogni anno prevalentemente dai gruppi OMG in tutta Italia.  
Da lì, i viveri saranno poi inviati secondo i bisogni alle 60 missioni dislocate perlopiù sulla catena andina, nelle zone meno sviluppate del Perù. 
OMG PUGLIA, il carico del container.
Due i gruppi motori della raccolta, quello di Ginosa e quello di Fasano, tra i più attivi dopo quello di Foggia. Le donazioni provengono da tutta la diocesi di Castellaneta, incluse Santeramo, Matera ed Altamura, nonché dall’apporto di numerose associazioni e privati anche grandi come i pastifici Barilla, Tandoi e Dell’Acqua.  
L’OMG pugliese riesce a mandare due container all’anno, frutto di un interscambio continuo, a sabati alterni, tra giovani ed adulti dell’OMG. Gruppi che si incontrano per uno scopo molto pratico, come è nello stile OMG: organizzare le raccolte viveri o fare lavori il cui ricavato va a finanziare le missioni. L’80% dei viveri raccolti è frutto diretto del lavoro di questi giovani e delle generosità dei cittadini, ben lieti di acquistare al supermercato qualche pacco di pasta o farina e poi lasciarlo ai volontari all’uscita. Generosità che sarà di nuovo sollecitata nelle prossime settimane dall’OMG, ma stimolata anche cercando di non sovrapporsi alla Caritas, al Banco Alimentare e al Banco delle Opere di Carità.  
La concretezza è il carattere principale di questa grande solidarietà. 
Tra loro molti hanno lavorato nelle missioni dell’OMG in Perù, Bolivia, Equador e Brasile. 
Tra i principali animatori del movimento: Damiano Mongelli di Fasano con sua moglie Maria Pilolli di Massafra; Milena e Cinzia di Fasano; Enzo Tria, Michele Calabrese e la famiglia Castria di Ginosa. 
A raccontarci tutto Don Luigi Cremis, un geologo di Ginosa, che incontrò la vocazione proprio durante uno dei suo viaggi in Perù, a 36 anni. Responsabile della conversione proprio la filosofia OMG che riesce a dare effetti positivi in entrambi i continenti. Il suo nocciolo, sviluppato da Padre Ugo De Censi, sacerdote Salesiano della Valtellina, è “lavorare gratis per i poveri”. 
Sarà il tempo, sarà il denaro, sarà la fatica, tutto va bene. L’OMG è un recupero di senso della propria vita e fuga dall’individualismo. Qual è il senso profondo dell’Operazione chiediamo a Padre Luigi, non è più efficiente e meno inquinante spedire soldi? 
Dare i soldi rischia di significare il lavarsene le mani. Invece noi diciamo ai giovani di non perdere tempo, li aiutiamo a cambiare la propria vita, al senso della carità.” Sono 2. 000 i giovani OMG divisi in 150 gruppi prevalentemente in Nord Italia che si incontrano due volte alla settimana per lavorare per i poveri in attività di lavori manuali. Al Sud i gruppi più attivi sono 5, Ginosa, Fasano, Lamezia Terme, Foggia e Fisciano in provincia di Salerno. E da loro e da Padre Luigi viene un grande grazie a tutti coloro che in vario modo hanno collaborato ad un ponte di bene. Uno dei pochi casi forse in cui la globalizzazione mostra il suo volto umano.

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