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venerdì 6 aprile 2012

LATERZA, CURVET, -42 OCCUPATI. SINDACO E SINDACATI E LAVORATORI LOTTANO PER IL SALVATAGGIO

dal Quotidiano del 5 Aprile 2012
di Nicola NATALE

Da sx Anedeo Guerriero (uilcem) Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza,Giuseppe Massafra (filctem)
La crisi morde anche a Laterza. 
E ritorna a far sentire il suo gelo anche sui 42 operai della Curvet, l’azienda leader in Europa per la produzione di cristallo curvato. Saltata la riunione prevista per il 27 Marzo, il Sindaco Gianfranco Lopane ed i sindacalisti Amedeo Guerriero (uilcem) e Giuseppe Massafra (filctem) convocano una conferenza stampa (martedì 4 Aprile) per mobilitare istituzioni e cittadinanza. 
Primo obiettivo riconvocare il 12 Aprile presso la task force della Regione Puglia l’amministratore delegato Roberto Bartolucci o comunque qualcuno che abbia potere decisionale. Ma anche mobilitarsi per una manifestazione presso la sede centrale a Colbordolo (Pesaro) ammoniscono gli operai.
L’azienda deve chiarire quali sono le sue reali intenzioni, i possibili investitori non possono agire senza certezze, se ci sono investitori - e noi li stiamo attivamente cercando - la Curvet deve sforzarsi di trovare una soluzione per lo stabilimento” dice il Sindaco Lopane.
Non è bastato alla Curvet di Laterza fare un prodotto innovativo - i vetri curvi anche di larghissime dimensioni - e posizionarsi in un mercato non saturo. La casa madre marchigiana ha presentato prima un piano industriale che riduceva il personale a 17 dipendenti, poi ha annunciato  di non poter rispettare nemmeno quello, ritirandolo.
Non c’è molto tempo - dice Guerriero - rimettere in piedi lo stabilimento costa tantissimo, si corre il rischio di dover metterci una croce sopra. Massafra aggiunge “che senza i ritardi nella consegna dei documenti al Ministero si sarebbe potuto subito attivare la CIGS, la cassa integrazione straordinaria, consentendo di alleviare i disagi degli operai fermi da Agosto 2011”. 
L'interno dello stabilimento Curvet a Laterza
Ma l’accusa precisa che parte dal sindacalista è questa: “l’azienda non ha nessuna volontà di investire su Laterza, il piano al 90% parlava di Pesaro”. “Lo stabilimento laertino è considerato un’appendice per raccogliere le briciole, un’azienda che ha la testa al Nord e che si è servita degli operai solo per abbassare il costo del lavoro e introitare incentivi pubblici”. 
Poi la difesa degli operai che secondo l’azienda avrebbero avvelenato il clima con minacce ed insulti rendendo quindi impossibile il confronto: “non è vero che i vertici siano siano stati minacciati, i dipendenti sono  stati fin troppo educati, quanto affermato è inaccettabile”. 
Purtroppo dice Guerriero “la Curvet era un gioiello tecnologico con molte commesse che ora sono perse, per via della crisi di liquidità che ha impedito il pagamento dei fornitori e provocato l’interruzione della produzione con ricadute sulle consegne”. 
La Curvet dal canto suo propone di svuotare lo stabilimento e di affittarlo ma, data l’aria che tira, sembra una proposta senza senso. Di sicuro si sta perdendo un pezzo importante non solo del futuro industriale laertino, ma anche il beneficio dei capitali pubblici forniti da Invitalia ex SviluppoItalia con la legge 181 per finanziare l’avvio della Curvet appena 8 anni fa. Legge che però non prevede la restituzione dei capitali e tantomeno dello stabilimento, una  “bomboniera” su cui  presto - chiude il Sindaco - si svolgerà un consiglio comunale monotematico. Fuori dalla sede comunale, un fantoccio con una sinistra corda di protezione, mostra con eloquenza quello che sta accadendo ai lavoratori.

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