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martedì 3 aprile 2012

"DI NOTTE SOGNAVO DI SALTARE". VITA E SOGNI DELLA CAMPIONESSA DI MARTINO RACCOLTI DAGLI ALUNNI DELLA CALO'

Gli alunni di 5^ A e Primaria del plesso “G. Calò” di Ginosa TA
Presso la Scuola Nazionale di Atletica Leggera di Formia, immersi in un’ oasi naturale al centro della città laziale, sotto un sole primaverile, il 21 e 22 Marzo, gli alunni delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo “G. Calò” di Ginosa effettuano un viaggio d’istruzione eccezionale. 
Numerose le attività organizzate dallo staff del CONI per loro, tutte di grande valore educativo e formativo. Una per tutte: nell’Aula Magna dell’impianto, incontrano la campionessa italiana di salto in alto Antonietta Di Martino.
Nicola Perrone, direttore del CPO di Formia
Fa gli onori di casa Nicola Perrone, direttore del CPO di Formia dal Giugno 2007, nostro concittadino, nonché promotore del progetto di “Educazione all’Atletica” rivolto agli alunni di quinta primaria. Il direttore, nel presentarci la campionessa, ha sottolineato: “Quando Antonietta sostiene una gara, vive la responsabilità di rappresentarvi, di rappresentare i sogni di un Paese intero, sa di vivere un impegno importante per sé e per tutti gli italiani”.
A queste parole è seguita un’intervista appassionata, emozionante, entusiasta rivolta alla Campionessa.
Antonietta Di Martino, vittoriosa in Giappone al 2007  ai mondiali di atletica (Michael Steele Getty Images)
Quando ha iniziato a praticare l’atletica leggera?
Ho iniziato “tardi” a frequentare questo sport, all’età di 13 anni. L’approccio all’atletica leggera è avvenuto grazie al mio professore di Educazione fisica della scuola media, che praticava la specialità del Lancio del giavellotto. Mi avviò alle competizioni provinciali, regionali e nazionali. Non smetterò mai di ringraziarlo.
Come e quando ha capito che la sua specialità sarebbe diventata il Salto in alto?
Frequentavo gli allenamenti insieme a mio fratello, col quale condividevo la stessa passione per lo sport. Eravamo assidui! Sostenuti e incoraggiati dai nostri genitori, praticavamo un tipo di allenamento non specialistico. Non sono alta, 1 metro e 69 centimetri di statura non depongono a favore della disciplina che rappresento. In quel periodo sognavo sempre di saltare. Ogni notte le coperte e il mio letto si“spostavano” con me, non facevo altro che muovermi e “saltare” nel sonno. Una mattina riferii di questo sogno ricorrente a mia madre, la quale intuì che il salto avrebbe avuto molto a che fare con la mia vita reale. Mi incoraggiò, miaccompagnò dal mio allenatore per parlare dei miei sogni e da allora cominciai ad allenarmi per il salto in alto.
Di Martino, medaglia d'argento ai mondiali di Istanbul con 1,95 metri
Come si coltiva un talento come il suo? Come si diventa campioni?
Intanto bisogna avere passione per ciò che si pratica. È fondamentale nello sport essere assidui negli allenamenti, seguire un’alimentazione sana. I miei genitori hanno curato molto la mia alimentazione, non mi permettevano di mangiare patatine, anche se di nascosto da loro qualche volta me le compravo;   a differenza dei miei compagni non ho mai mangiato merendine “confezionate”, oltretutto mio padre, essendo pasticciere, mi “obbligava” a mangiare le sue “creazioni”. Inoltre nella dieta di un atleta non compaiono in nessun modo le bibite gasate. Per diventare campioni bisogna allenarsi molto, anche 6-8 ore al giorno. È molto importante avere la famiglia che ti sostiene e ti incoraggia per andare avanti e superare i momenti di sconforto e la fatica. Ricordo quella volta che insieme ad una mia amica, selezionata come me per una competizione nazionale, dovevo partecipare ad una gara nazionale a Salerno: io ci andai accompagnata da tutta la mia famiglia mentre la mia amica non partecipò perché suo padre non tollerava che una donna praticasse sport e non le ha permesso di inseguire i suoi sogni.
Chiunque può diventare un campione anche se non ha talento?
 Il talento è una virtù naturale in chi lo possiede ma, se non è coltivato con impegno, fatica e sacrificio, può disperdersi. Nello sport, come nello studio, nel lavoro, nella vita, l’impegno è la chiave del successo. Il mondo dello sport è caratterizzato da numerosi talenti dispersi e dalla presenza di campioni che hanno vinto grazie al loro impegno, alla grinta e alla determinazione.
Con quale mentalità un campione deve affrontare una gara?
Quando si fa una gara e si ottiene un risultato importante, fosse anche un record mondiale, non si deve mai dire “ormai l’ho fatto, ora basta” ma bisogna ricominciare ad allenarsi per superare se stessi.
Ci sono stati periodi di difficoltà e di sconforto nella sua vita di campionessa?
Per circa un anno e mezzo, a seguito di un intervento molto delicato alla caviglia, ho dovuto fermarmi. Sono stati anni di grande sofferenza anche perché prima di operarmi mi avevano detto che avrei dovuto rinunciare definitivamente alla mia carriera. Un giorno fu mia madre a scuotermi e a “riportarmi” nel campo di atletica per riprendere gli allenamenti. Da quel momento in poi ho collezionato i migliori risultati, l’esordio olimpico nel 2008, l’oro dei Giochi del Mediterraneo nel 2009, la vittoria del titolo europeo indoor e il bronzo mondiale nel 2011, l’argento nel 2012 ai mondiali indoor di Istanbul superando l'asticella posta a 1,95 m. Il mio record personale nonché primato italiano è 2,04m.
La vedremo gareggiare alle prossime Olimpiadi a Londra?
Ci sarò, mi sento pronta per affrontare questa Olimpiade.

La Campionessa infine, rivolgendosi ai genitori degli alunni presenti all’incontro aggiunge: “qualora vi accorgeste che vostro figlio o vostra figlia abbia talento o una particolare attitudine verso una disciplina sportiva, sostenetelo ed incoraggiatelo, perché lo sport premia sempre il talento e la volontà”.
Nel ringraziare sia il direttore del CPO di Formia Nicola Perrone, sia la Campionessa Antonietta di Martino, si conclude un incontro “ravvicinato” che non dimenticheremo mai più.

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