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mercoledì 28 marzo 2012

TOGLIETECI IL 7% IN PIU’ DALL’ACQUA. LO DICE IL REFERENDUM


di Nicola NATALE
La sede dell'Acquedotto Pugliese in Via Cognetti a Bari
Il Comitato Acqua Bene Comune di Laterza torna ad attivarsi, a nove mesi di distanza dalla vittoria referendaria, (57% di quorum, 95% dei sì). 
Il Forum ha deciso di dare avvio a una campagna di “obbedienza civile” illustrandola lo scorso venerdì sera (23 Marzo) all’Auditorium della Scuola Media “Michelangelo”. 
A presentare la campagna Margherita Ciervo, responsabile regionale del Forum e Giovanni Vianello del Comitato Tarantino. 
La Ciervo si è soffermata sulla legge regionale n.11 del 2011 che dovrebbe ri-pubblicizzare l’Acquedotto Pugliese, liberandolo dalla forma giuridica di Società per Azioni. L’AQP  attualmente risponde a principi e norme del diritto privato con capitale, però, pubblico. 
Rispetto al disegno di legge discusso con i Movimenti per l’Acqua Bene Comune nel 2009 – ha denunciato la Ciervo – ci sono state molte modifiche peggiorative”. 
E’ scomparsa infatta la denominazione  “servizio pubblico privo di rilevanza economica”, cosa che ha indotto il Governo Nazionale a impugnare la legge dinnanzi alla Corte Costituzionale. 
Questo per quanto riguarda l’attuazione del primo quesito che ha cancellato per gli Enti, l’obbligo del bando per l’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (nei quali sono compresi altri servizi oltre a quello idrico integrato).
Ma è al secondo quesito che attiene la campagna di obbedienza civile. 
Dal 21 luglio, data di promulgazione del referendum sulla Gazzetta Ufficiale, i gestori dei servizi idrici integrati sono obbligati a scomputare dalla tariffa il 7% relativo alla adeguata remunerazione del capitale investito, abrogata dal referendum.
Un obbligo finora disatteso” ha rimarcato la Ciervo. A illustrare quali sono le storture tariffarie, è stato Giovanni Vianello. Secondo quest’ultimo “l’attuale criterio di tariffazione non tiene conto del reddito ma solo consumo idrico in base alle fasce”. 
Quelle che producono la famosa eccedenza. 
Se la famiglia è composta da due o cinque persone poco importa: la tariffa agevolata fino a 73 metri cubi d’acqua è di 0,56 € a metro cubo, dalla quinta fascia di consumo, oltre il 256° metro cubo, la tariffa è di 2,22 euro. 
Nel computo di questa tariffazione, il famigerato 7% de iure abrogato, è de facto restato.
L’origine della mercificazione dell’acqua – ha ricordato Vianello – è nella legge Galli del 1994”.  
Quest’ultima ha introdotto il criterio del full recovery cost, ovvero della copertura integrale dei costi del servizio idrico attraverso la tariffa, ma anche previsto il profitto garantito, ovvero la remunerazione del capitale investito. 
In base al Piano d’Ambito redatto per il periodo 2010-2018 e secondo il Comitato Acqua bene comune, le tariffe sarebbero aumentate del 13,98%, passando da 0,09 € a metro cubo d’acqua a 0,22. 
Per fare in modo che la suddetta voce non venga effettivamente computata in bolletta, ecco necessaria la campagna d’obbedienza civile “Il mio voto va rispettato”.
 La campagna – ha spiegato la Ciervo – si sviluppa su tre piani, coinvolgendo cittadini, associazioni di consumatori, istituzioni. 
I cittadini sono invitati a compilare un modulo di reclamo e diffida nei confronti di Acquedotto Pugliese e dell’Autorità Idrica Pugliese per il rimborso dell’importo indebitamente corrisposto dal 21-07-2011, e l’eliminazione nelle future bollette di tale importo. 
Alle Associazioni di Consumatori si chiede di offrire supporto per la compilazione e la raccolta dei moduli. 
Il vicesindaco di Laterza Sebastiano Stano
Ai Comuni e agli Enti Locali si chiede 
1) di modificare gli statuti inserendo il principio che il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica; 
2) esporre la bandiera della campagna sull’edificio istituzionale, 
3) presentare anch’essi la domanda di reclamo/diffida per i consumi idrici dell’Ente; 
4) mettere a disposizione l’Urp, le bacheche comunali e i siti istituzionali per la diffusione della campagna e del relativo materiale; 
5) sensibilizzare la cittadinanza sul tema.
Il Comune di Laterza per bocca del vicesindaco Sebastiano Stano, intervenuto all’incontro, si è mostrato pronto ad accogliere le ragioni del comitato. 
Il Comune aderisce alla campagna” ha dichiarato Stano che ha poi portato, la sua esperienza di dipendente dell’Acquedotto (a Laterza è presente il più grande impianto di potabilizzazione della Regione). 
Per migliorare il servizio bisogna eliminare gli sprechi, tagliare gli enti inutili come gli Enti d’Irrigazione, recuperare le tante, troppe, morosità, senz’altro c’è bisogno di rivedere le tariffe e renderle più eque”. 
Intanto il Comitato ha raccolto nei giorni scorsi in piazza Vittorio Emanuele la prima tranche di moduli compilati: un centinaio. Tutti saranno consegnati all’Acquedotto Pugliese, nella bellissima e prestigiosa sede di via Cognetti a Bari.

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