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14 dicembre 2011

IL COMITATO: SENZA ORDINANZA OCCUPAZIONE AD OLTRANZA DELLA SS106. OGGI DA VENDOLA.

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 13 Dicembre 2011
di Nicola NATALE
Lo striscione appeso al Palazzo della Provincia
Da sx l'ass.prov. Galeota, Gianni Fabbris di Altragricoltura, i consiglieri regionali Mazzarano e Pentassuglia, l'ass.prov. Carrieri 
Un’oltraggio. 
Questa è la valutazione del Comitato Terre Joniche in merito alla mancata ordinanza per la Puglia per l’alluvione del 1° Marzo 2011. 
Senza quella non è possibile nemmeno spendere il milione trovato dopo otto mesi dalla Regione Puglia. 
Altri 600.000 euro sono stati spesi nelle prime fasi dell’emergenza a Marina di Ginosa. 
La conferenza tenutasi in Provincia ieri è stata carica di contenuti ma anche dell’annuncio di una nuova clamorosa manifestazione per sabato 17 Dicembre;  una protesta ha precisato Gianni Fabbris a cui sono chiamati tutti: cittadini, sindacati, partiti, istituzioni. Il corteo partirà dal presidio in Piazza Indipendenza a Marina di Ginosa ma anche da Scanzano. “C’è una precisa volontà politica di non concedere l’ordinanza, altrimenti avremmo avuto una risposta interlocutoria” ha detto il portavoce del comitato accompagnato al tavolo da gran parte della classe dirigente tarantina. 
Da sx l'assessore comunale Leonardo Galante, il cons. reg. Pietro Lospinuso, l'ass. prov. Teresa Galeota
C’erano infatti con lui l’onorevole Ludovico Vico, i consiglieri regionali Donato Pentassuglia e Michele Mazzarano del Pd, il consigliere regionale Pietro Lospinuso del PdL, l’assessore provinciale Teresa Galeota del Pd, l’assessore comunale Leonardo Galante del Pdl. Un fronte bipartisan per far ottenere a Marina di Ginosa messa in sicurezza e  risarcimenti così come  sono stati prontamente concessi a Liguria e Toscana, in violazione del decreto mille proroghe. Regioni colpite duramente ma esenti dal calvario che invece sta subendo la Puglia. Non sono bastati presidi, scioperi della fame ed interruzioni del traffico della statale 106: l’ordinanza non è arrivata con il governo Berlusconi e nemmeno fin’ora dal governo Monti che poggia su diversa maggioranza.  Per Fabbris lo sciopero della fame è concluso ma avverte: “occuperemo la Statale 106 fino alla concessione dell’ordinanza, vuol dire che a noi arriveranno le denunce,  ad altre Regioni le risposte”. Deluso il comitato anche dalla Regione Puglia la cui attenzione è stata “al di sotto del minimo dovuto”. Non così con la Basilicata il cui presidente ha impedito, secondo il sindacalista di Altragricoltura, lo scippo dei 7 milioni destinato al riassetto idrogeologico in stretta collaborazione con un oppositore politico del governo regionale. Ma anche su questo ci sarebbe  una diversa lettura. I soldi stanziati dal Governo nell’ordinanza erano già contenuti nel decreto legge n.138/2011, poi convertito in legge a settembre ma nel frattempo soggetti ad un ordine del giorno che li revocava. Poi sarebbero stati ripescati nell’ordinanza. Sul banco degli imputati sale anche il Governatore Vendola invitato a scendere effettivamente in campo e a chiedere formalmente un incontro con il sottosegretario Catricalà sulla questione, dovendo l’ordinanza essere concordata con Regione e Protezione Civile. L’on. Vico ha ribadito l’illegittimità del trattamento subito dalla Puglia, ma anche da altre Regioni come le Marche, e la violazione della Legge operata con le ordinanze prontamente emesse dal Governo Berlusconi per Liguria e Toscana. Secondo l’onorevole però il passaggio per definire le quote di compartecipazione non può essere saltato, l’ordinanza “deve  prevedere la quota statale di competenza”. Per il cons. Lospinuso invece è essenziale non rompere l’unità del tavolo sottolineando il comportamento distratto della maggioranza vendoliana  e magari spostare la manifestazione più in là, quando il decreto salva-Italia sarà divenuto legge. “Rischiamo di passare inosservati” aggiunge il coordinatore del pdl provinciale.  Anche per Mazzarano il decreto mille proroghe va superato ma è vero che “l’impegno è stato distaccato ed ottenuto solo strattonando l’assessore Amati, il quale però ha poi messo a disposizione la totalità delle risorse disponibili”. L’obiettivo ora è anche “prevedere adeguate poste nei bilanci di previsione della Regione in via di approvazione per cui interesserò il capogruppo De Caro” ha continuato Pentassuglia in un gioco sinergico nel quale tutti, compreso Provincia e Comune  sembrano fare la propria parte. Appuntamento allora al 17 Dicembre “e portate le bandiere - ha concluso Fabbris - non è la lotta del comitato o degli alluvionati ma è di un intero territorio al quale restituire dignità”.

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