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17 luglio 2011

ALESSIA HA FRETTA, E NASCE IN AMBULANZA*

di Nicola NATALE

Alessia Balacianu per gentile concessione dei genitori Gabriela e Sandu
Una spinta improvvisa, le acque  si rompono e non c’è nessuna auto per correre all’Ospedale. Viene in mente un solo numero, il 118, puntualissima arriva l’ambulanza. Ma il parto di Gabriela è imminente, forse sollecitato dalla vita non troppo tenera che conduce questa giovanissima famiglia di immigrati o chissà, dai giorni caldissimi. Fatto sta che il personale del 118 si trova di fronte ad un evento per il quale sono sì preparati, ma solo in teoria. Invece in quelle ore tutto è reale: la bambina sta nascendo e i 23 chilometri che separano Ginosa da Castellaneta sono troppi. Bisogna fare presto e bene. Poi ci sarà il reparto che se ne occuperà.
La famiglia Balacianu
Il mistero della nascita rimane sempre tale e una bellissima bambina Alessia viene fuori, accolta con grandissima sorpresa e gioia dal reparto Ostetricia dell’Ospedale di Castellaneta. Una oasi incantata e fresca, rispetto alla caligine che invade tutto e tutti lì fuori. Il giorno dopo è già come gli altri ma una ventata di novità investe la famiglia ormai di 5 elementi che vive a Ginosa. Tutti sono curiosi, molti vorrebbero entrare nella stanza 7 del Reparto ma non è facile parlare con la madre Gabriela, capisce poco l’italiano e ad un primo tentativo del dottore la risposta è negativa. Comprensibilissimo, andiamo via sicuri che tutti i tentativi sono stati fatti, non serve turbare la gioia. Poi il padre Sandu si dimostra più sensibile alle ragioni dei media e con un sorriso dice che si va bene la foto, l’intervista si può fare. Non è il caso nemmeno di parlare troppo, non tanto per la lingua, il rumeno non è il nostro forte e l’italiano non è il suo, quanto perché cosa c’è da spiegare in una vita che nasce? Le preoccupazioni di una qualsiasi famiglia italiana sembrano lontane anni luce. La madre compare, ancora indolenzita, ma in grado di camminare: sono in ottime condizioni mamma e figlia ci rassicura gentile ed accondiscendente il personale del Reparto. Ed alla fine posano tutti e 5 papà Sandu, mamma Gabriela e i due fratellini Alexander e Alexandra, vispissimi e svegli come tutti i bambini di questo mondo. La madre ci tiene a dire che sua figlia è nata lo stesso giorno suo, ma di un mese più tardi, lei il 13 Giugno, la figlia il 13 Luglio. Sono date che le rimarranno per sempre impresse e che verranno ricordate ad ogni suo compleanno, insieme al modo insolito e prepotente con il quale ha deciso di nascere. La solo ad essere dimenticata sarà la paura, il dolore di un parto che restituisce una gioia nuova alla grande avventura di questi giovani rumeni. Dal Sud della Romania, da una cittadina dal nome impronunciabile al sud dell’Italia a segare la legna, questo il lavoro che papà Sandu mi dice di svolgere a Ginosa. Com’è si sta a Ginosa gli chiedo, è dura? Si mi dice ma cova un sorriso sotto i baffi ben curati e sul volto cotto dal sole.
*Articolo scritto e pubblicato per il Nuovo Quotidiano di Puglia 

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