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mercoledì 27 marzo 2013

Q.BELL LA SVOLTA NEL CASO MIROGLIO? L'azienda friulana potrebbe insediarsi a Girifalco


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 MARZO 2013
di Nicola NATALE
Airo, uno dei monitor led  dell'azienda friulana
E’ la Q.bell l’azienda che forse salverà i 191 miroglini, vale a dire i cassintegrati della filatura e tessitura di puglia, meglio nota come miroglio. A rivelarlo Ludovico Vico, ex deputato pd, con un post su facebook. 
Ludovico Vico
L’impresa friulana con sede a Remanzacco in provincia di Udine produce essenzialmente tv e monitor.  
Il gruppo è attivo anche nei settori elicotteristico e dei droni, nell’assemblaggio di schede elettroniche, in gruppi di continuità per computer e in inverter per pannelli solari.  
Particolare non secondario, la holding  produce già in Cina per il mercato europeo attraverso la controllata mjs manufacturing.
Giuliano Macripò,  ceo Q.Bell s.p.a.
Vico, già segretario cgil ai tempi dell’arrivo di Miroglio a Ginosa,  non cede a facili entusiasmi e pur incrociando le dita invita a verificare con attenzione il piano industriale che Giuliano Macripò, l’attuale amministratore delegato di Q.Bell presenterà nella sede di via Molise. 
Nel Giugno 2012 l’azienda voleva sbarcare ad Avellino. 
I punti da verificare sono gli stessi che per quattro lunghi anni il ministero ed i miroglini hanno cercato di ottenere dagli altri imprenditori poi defilatisi. Quindi certezza dell’investimento, rassicurazioni occupazionali per i 191, garanzie da parte del gruppo miroglio in base all’accordo del 15 Marzo.  
La notizia è stata accolta con molta circospezione dai miroglini. 
Dopo i mancati investimenti di Intini, Be4Energy, Marcolana e Barbero avevano quasi perso le speranze di un riutilizzo produttivo dell’immenso stabilimento di contrada girifalco. 
Lo stabilimento miroglio nel 1996
Forse l’investimento non segna una svolta nel campo dell’elettronica di consumo finora dominata dai giganti asiatici, ma testimonia quantomeno la volontà di gruppi italiani di non abbandonare il campo. 
Il ministero dello sviluppo forse intende agevolare quanto più possibile queste scommesse, ardue ma essenziali per l’architettura produttiva del nostro paese. 
A settembre 2012 la q.bell ha stabilito un accordo con la cominter spa di vigevano per i suoi televisori di ultima generazione. Ciò gli ha consentito dice il sito di concretizzare un nuovo ordine di 125 mila tv, pari a circa 14 milioni di euro, grazie anche all’apporto delle banche che hanno prontamente trasferito in Cina i crediti per iniziare la produzione. 
Una delle fasi della protesta dei miroglini ad Alba
Questa commessa prosegue la nota ha consentito un nuovo picco produttivo su tre turni e 180 assunzioni. 
Potrebbe essere questo il settore anticiclico destinato a restituire speranza ai 191 cassintegrati sfiniti dalla lunga vertenza. 
Anche perché Macripò in una precedente intervista come secondo sponsor dell’Udinese ha messo l’accento sulla realizzazione dell’intero processo industriale in Italia, e come solo una parte dei processi venga realizzata dal partner cinese. Ma è troppo presto per parlare, come quando nel 1994 un fax arrivò al Comune di Ginosa per testare la possibilità di impiantarvi una tessitura.

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