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venerdì 6 luglio 2012

GINOSA, ADDIO A TRIBUNALE E GIUDICE DI PACE.

di Nicola NATALE
Ginosa - la sede distaccata del Tribunale di Taranto,
già Prefettura
Per qualsiasi causa anche minima, si dovrà andare a Taranto.  
Anche se si tratta di una faccenda risolvibile dal giudice di pace. 
Si moltiplicano le preoccupazioni relative alla soppressione delle sedi periferiche previste dalla legge delega. A rischiare sarebbero le sedi distaccate di Ginosa, Manduria, Grottaglie e Martina Franca. 
La Legge peraltro interviene solo su “47 circondari e non sui complessivi 165 esistenti” come afferma Luigi Birritteri, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria presso il Ministero competente.  
Saranno anche disposti, questo si diceva in un’audizione tempo alla Camera tempo fa, dei tavoli che diano voce alle autonomie locali mentre  si precisa che molto probabilmente “non si potrà esercitare la delega entro settembre”. 
Sarà anche prevista una sorta di compensazione tra immobili ceduti al Demanio dal Ministero e immobili chiesti per le sedi che “andremo ad ingrossare”.
Ma gli allarmi corrono e divengono surreali rispetto al fato che proprio il 21 Giugno scorso il Comune di Ginosa ed il presidente del Tribunale di Taranto hanno inaugurato la nuova sede del Giudice di Pace, di proprietà dell’ente, ristrutturata con fondi comunali. 
La recente inaugurazione, il 21 Giugno 2012 della nuova sede del Giudice di Pace
Già in quella giornata il Presidente del Tribunale di Taranto Antonio Morelli chiarì il suo pensiero al riguardo: “servono maggiori risorse per assicurare la giustizia, non si assume un cancelliere da anni”. 
Il Presidente del Tribunale di Taranto Antonio Morelli
Sulla stessa linea il parere dell’avvocato Pietro Palmitesta, una presenza costante negli uffici di  Via Poggio.
Allora avvocato sembra che giudiziariamente tutto si accentrerà a Taranto?
Tutto deve essere ancora definito, non è mia intenzione fare una difesa di campanile ma di rapporto costi/benefici dell’operazione.
Vale a dire?
Personalmente sono contrarissimo, a prescindere dal fatto di risiedere a Ginosa. Si tratta di disarticolare un servizio per i cittadini, già radicato sul territorio. Non risparmiando niente, poiché tutto il personale sarebbe trasferito a Taranto, dove a quanto mi consta non ci sono aule sufficienti per assorbire il contenzioso. Va detto che la sede di Ginosa, a parte le utenze dei servizi essenziali, non è in carico al Ministero della Giustizia.
Cosa comporta tutto questo per il cittadino medio?
Fare la spending review, ovvero la revisione della spesa, è possibile solo per gli sprechi, non per i servizi fondamentali.
E’ facile immaginare cosa significherà spostarsi a Taranto per gli avvocati come per i cittadini che possono essere chiamati a testimoniare.
Immaginiamo anche cosa accadrà quando l’attuale sede del Tribunale di Via Marche, o altre che dovranno essere predisposte, dovranno fare i conti con i procedimenti finora gestiti nelle sedi periferiche. Tutti i giudici, gli avvocati, i testimoni, tutto il volume, anche cartaceo, dei procedimenti saranno concentrati.

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