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venerdì 8 giugno 2012

CASO MIROGLIO. PELLEGRINO SU PIANO DI BARBERO: NO COMMENT


di Nicola NATALE
Uno degli stabilimenti della Barbero a Garessio
No comment. Questa è stata la risposta di Davide Pellegrino, coordinatore della task force per l’occupazione della Regione Puglia in merito all’incontro previsto per oggi in Regione con i rappresentanti della Barbero spa. 
Quest’ultima è l’azienda alimentare di Alba che avrebbe dovuto già da mesi presentare il piano industriale per il riavvio delle attività dello stabilimento di Castellaneta. 
Tra l’altro questo è uno dei tasselli che serve per iniziare lo stop alla procedura di mobilità dichiarata dalla Miroglio per i 222 cassintegrati, il cui trattamento finisce al 30 Giugno. 
Fumata nera, bianca o grigia? 
Davide Pellegrino, dirigente Regione Puglia
(task force occupazione)
Impossibile dirlo senza scadere nelle illazioni ma tutti si aspettavano qualche notizia. Invece uno stretto riserbo non lascia trapelare nemmeno se l’incontro c’è stato o meno. Muti anche il sito della Regione e quello del Consiglio. 
Nemmeno i sindacalisti che stanno da tempo seguendo la vertenza hanno voluto o potuto rilasciare informazioni in merito. 
Da ieri un comunicato dei “miroglini” specifica invece che nelle ultime settimane Vendola avrebbe incontrato più volte la proprietà (Giuseppe Miroglio) ed il management (Contini, ex sole 24 ore, Alessio Fois) per sollecitare il ritiro della mobilità. Gli incontri sarebbero avvenuti nella sede romana della Regione Puglia in Via Barberini, a due passi dal Ministero dello Sviluppo Economico, dove per tante volte hanno manifestato gli operai. Il passaggio con Barbero è essenziale poiché è propedeutico all’accordo che Miroglio e i sindacati devono ancora sottoscrivere per bloccare la procedura di mobilità. 
E sono tempi abbastanza ristretti perché prevedono un passaggio prima al Ministero dello Sviluppo, poi a quello del Lavoro. Insomma l’euforia per aver strappato altri sei mesi di cassa, ed aver dimostrato con la manifestazione di Alba del 6 Giugno che uniti si può,  cede il posto alla preoccupazione per le tante formalità burocratiche che comporta una nuova concessione di cassa in deroga. E’ chiaro che lo sforzo da parte di tutte le Istituzioni competenti è massimo ma il clima economico generale non induce facilmente alla scommessa imprenditoriale. 
Anche se ha destato speranza l’annuncio fatto dal sindaco di Ginosa De Palma, corroborato dal “ci potrebbero essere” del consigliere regionale Pietro Lospinuso in merito alla presenza di nuovi soggetti imprenditoriali.  Tuttavia la prudenza è massima perché i tre precedenti tentativi (Intini, Be4Energy, Marcolana) che pure avevano il bollino ora del Ministero dello Sviluppo, ora della Wollo, la società di consulenza scelta da Miroglio per la riconversione dei suoi stabilimenti sono tutti finiti con dei clamorosi dietrofront. 

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