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lunedì 7 maggio 2012

CASTELLANETA/ELEZIONI MAGGIO 2012 GIUSEPPE ROCHIRA: "SONO UN PRODOTTO NUOVO. GLI ALTRI SCADUTI O RICICLATI"


di Nicola NATALE

Giuseppe Rochira, il candidato sindaco che ha tentato di scompaginare la divisione destra-sinistra
Resiste imperterrito Giuseppe Rochira, 50 anni, agronomo ed imprenditore agricolo, nella sua campagna elettorale con il “Patto per la Città”. Stretto tra due candidati sindaci che hanno dallo loro rispettivamente 8 liste (Gugliotti) e 6 liste (Loreto). A dimostrazione che nella politica contano soprattutto i numeri prima che le idee. Rochira tuttavia non è un Grillo poiché dalla sua ha esperienza amministrativa (consigliere comunale uscente ed assessore all’agricoltura nelle passate amministrazioni) e per nulla i toni del demagogo. Ma sentiamo cosa dice direttamente.
Lei ha cercato di far dialogare destra e sinistra. Cosa dire a chi è sospeso tra Gugliotti e Loreto?
Io sono la novità e il rinnovamento, lo ribadisco. Siamo tutti liberi e libereremo il paese da una cappa che c’è stata e che c’è tra mestieranti della politica e replicanti.
Invece voi…
Intanto noi abbiamo solo tre liste. Una di centrodestra, una di sinistra e una civica. Tutte persone giovani e solo tre consiglieri comunali. Dall’altra parte un mare di candidati cercano di sopperire alla staticità dell’offerta politica. Tra l’altro non creano un clima di serenità come dicono poiché già nelle famiglie stanno litigando:  alcune hanno due, tre candidati non sanno come fare.
Cosa nota di diverso in questa campagna elettorale?
Niente, nella maniera più assoluta. La solita campagna elettorale, c’è la proposta del centrodestra e quella del centrosinistra. Quest’ultimo si ripresenta con Rocco Loreto per la sesta volta consecutiva, Gugliotti si ripresenta con la stessa squadra attuale, cambia solo il candidato sindaco. Loreto ha governato, Gugliotti pure, la gente li conosce. Se li paragoniamo ad un prodotto del supermercato su uno scaffale,  sono l’uno un prodotto scaduto, l’altro un prodotto riciclato con una confezione luccicante, nuova. Noi siamo un prodotto veramente nuovo, un modello nuovo da sperimentare, sta alla gente scegliere.
I voti vengono dati premendo su autorizzazioni e possibilità lavorative. Lei invece su cosa preme?
Premiano sul massimo impegno di chi ha dimostrato di essere capace nella vita politica e professionale. Per quanto mi riguardo sono una persona seria, matura non vivo di politica, faccio questo perché credo che Castellaneta sia un paese bellissimo che va rigenerato e risistemato.
Quali sarebbero i suoi primi atti da sindaco?
Gestire l’ordinario e non farlo diventare straordinario. Fare i conti con le risorse disponibili e coinvolgere i cittadini. Spesso la gente critica le iniziative pubbliche ma se facciamo una scaletta di priorità, possiamo pensare a dei referendum consultivi. Poi puntare all’essenziale, tradotto per noi significa turismo ed agricoltura e manutenzione dell’esistente.
E se prevale la diffidenza verso il prodotto? Cosa farà se al ballottaggio ci arrivano Gugliotti e Loreto?
Intanto noi contiamo di arrivare al ballottaggio. Nel nostro patto interno abbiamo chiaramente detto che non ci alleeremo con nessuno, né contro nessuno. Tra l’altro essendo una lista trasversale è impossibile portare gli uni da una parte all’altra. Se non va vuol dire che il progetto è fallito, ma non ci saranno alleanze nemmeno in caso di vittoria. Non ci sono accordi sottobanco contrariamente a quello che si dice, verrebbe meno il principio con il quale siamo nati.  Vogliamo vivere liberi, non in ginocchio.
La politica un tempo era potente a Castellaneta ed ha determinato la sua fortuna ed il suo attivismo. Oggi può essere ancora così?
Noi ripartiamo dal minimo ora. Ma Castellaneta ha 24.000 ettari di territorio, c’è Castellaneta Marina, Borgo Pineto, Riva dei Tessali, il Villaggio Valentino, i Turchesi, il Catalano, il villaggio Naima, le gravine, il Parco delle Gravine, le emergenze archeologiche, ci sono le pinete. L’altro giorno un turista  a Montecamplo si è detto entusiasta del cambio di paesaggio e della sua amenità.
E per le grandi emergenze sociali, rese più drammatiche dalla crisi in atto?
La nostra proposta sono delle convenzioni con esercizi commerciali che agevolino la spesa delle famiglie numerose e che gli consentano di risparmiare. Poi l’Ente Comune deve promuovere il territorio, il Pip che non si fa, il Pug che non si approva, le conferenze di servizi che languono sono occasioni sprecate. Da ultimo c’erano dei finanziamenti in conto capitale per le strade rurali e per l’acqua potabile che sono andati persi. Anziché avere staffisti a far nulla si poteva avere qualche tecnico che redigesse i progetti.

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