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sabato 19 novembre 2016

IL SINDACO PARISI: “MUSEO PARASCEVE? FINANZIAMENTI GIÀ PERSI, MA NON CI ARRENDIAMO”.

GINOSA Museo Civico Santa Parasceve
Una delle teche interne.

di Nicola NATALE

Un finanziamento già perso, partito male e finito peggio. 
Le polemiche sulla perdita del finanziamento di 800mila euro per il Museo Civico Santa Parasceve si sono riaccese con il manifesto del Pd che critica la perdita dei fondi regionali destinati alla sua riqualificazione. 
I circoli locali pd chiedono l’immediata convocazione del Consiglio Comunale di Ginosa per chiedere alla Regione Puglia ulteriori proroghe per l’utilizzo dei fondi ormai revocati. 
Ancor prima era stata Forza Italia con un video dell’ex sindaco Vito De Palma a criticare l’inerzia dell’amministrazione a 5 stelle nel tentare di recuperare il finanziamento. 
In quest’ultimo caso è stato il preavviso di revoca della Regione Puglia del 25 luglio 2016 e la successiva revoca del 23 settembre 2016 a scatenare l’offensiva dell'opposizione di centrodestra.
È solo propaganda”  ribatte Vito Parisi sindaco M5S di Ginosa “amministrativamente quel finanziamento era già perso e con la Regione, nella persona della dr.ssa Pellegrini, abbiamo subito avuto un incontro nel quale ci consigliava di rinunciare al finanziamento anziché farselo revocare”. 
Questo perché nel frattempo quegli 800mila euro avrebbero dovuto essere iscritti come debito fuori bilancio dalla Regione e il Comune di Ginosa avrebbe dovuto anticipare tutte le somme. 
Somme che sarebbero state restituite al ritmo del 5% annuo: “dalla ragioneria comunale non avevamo conferme sulla possibilità di anticipare quegli importi, era un’esposizione troppo importante”. 
Quindi Ginosa dovrà pensare ad altro per conservare e valorizzare al meglio il suo patrimonio storico? 
Assolutamente sì” secondo il primo cittadino “su questo siamo già molto attivi con il cons. reg. Marco Galante e con la Soprintendenza”.  
Ma allora come si è arrivati a questo ennesimo non esaltante risultato?
Tutto inizia nel 2012 quando la Regione mette a bando fondi del Fondo europeo sviluppo regionale per la “riqualificazione e valorizzazione del sistema museale”. 
Il Comune di Ginosa partecipa ma il progetto non viene inserito tra quelli finanziabili, si oppone alla valutazione degli uffici regionali ma i rilievi non sono accolti. 
La svolta a novembre del 2013 quando il progetto é inserito e finanziato tra quelli “immediatamente cantierabili”. 
Peccato non fosse esattamente così: la Soprintendenza, pur concedendo il nulla osta, esprime pesanti riserve nell’aprile del 2015 sulle “ampie archeggiature  del tutto estranee al contesto” e vieta di introdurre “inaccettabili falsi storici”.
Ma più di tutto a congiurare contro il riavvio del Museo è la mancanza del parere di conformità antincendio dei Vigili del Fuoco.
Un parere che arriva solo dopo quattro mesi la richiesta del 13 novembre 2015, vale a dire il 12 aprile del 2016, anche a  causa della doppia procedura necessaria per andare in deroga alle norme.
Al 30 giugno del 2016” racconta l’ing. Giovanni Zigrino, responsabile del settore lavori pubblici “venivano a mancare i tempi tecnici e legali per l’avvio della gara, considerando che nel frattempo era variato anche il codice degli appalti, né i lavori avrebbero potuto essere eseguiti nei 70 giorni richiesti”. 
Anche l’obiettivo di arrivare ad un’aggiudicazione provvisoria era sfumato. 
Ora non resta che tentare altre strade, ma per il momento i reperti di Ginosa dovranno aspettare.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 NOVEMBRE 2016 Edizione di Taranto.