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giovedì 30 giugno 2016

LATERZA, DETURPATA LA PAN-SCULTURA SIMBOLO. APPELLO ALL’ANONIMO AUTORE.


LATERZA La scultura dell'anonimo com'era all'installazione e com'è oggi deturpata.
"La terza" fetta è stata asportata di netto, approfittando della ridotta base di appoggio rispetto alle altre.

di Nicola NATALE

Deturpata la scultura di Vico Vado Le Sete raffigurante una forma di pane di Laterza e tre fette tagliate.
Piccoli vandali senza cultura hanno fatto saltare martedì scorso la terza fetta che riproduceva perfettamente le bolle della lievitazione lenta, uno dei tanti “segreti” di una panificazione che qui è arte antica. Praticata fino agli anni ’60 soprattutto dalle donne.
L’opera, geniale nella sua semplicità, era comparsa improvvisamente appena una settimana fa.
L’aveva celebrata immediatamente Visit Laterza, l’ufficio informazioni ed accoglienza turistica, dicendo tutto dell’opera,  tranne l’autore. Un nuovo Bansky della scultura a Laterza, un forestiero dicono, a questo forestiero va il nostro immenso grazie”.
Non l’hanno pensata così i vili che l’hanno oltraggiata, visto che accanto era stato scritto in latino anche “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Un chiaro riferimento alla preghiera cattolica.
LATERZA La scultura integra incastonata nel muretto del belvedere di Vico Vado Le Sete.
Non si tratta di un danno irreparabile e si auspica che con la stessa rapidità con la quale è stata danneggiata, si decida di ripararla. Per questo da più parti ci è stato chiesto di lanciare un appello all’anonimo autore perché risistemi “la terza” fetta, ricomponendo l’integrità dell’opera. La fetta staccata è stata recuperata dagli stessi operatori turistici, da anni impegnati nella tutela e nella promozione di Laterza come “destinazione turistica”.
Non bisogna arrendersi all’incuria ed ai vandalismi, perché si finirebbe per dare ragione ai peggiori, invece che ai migliori. L’opera è fortemente simbolica, non solo perché celebra un prodotto tipico di Laterza, che costituisce tutt’ora un’importante attività economica, ma perché sarebbe diventata essa stessa presto un’attrazione contribuendo a valorizzare il centro storico laertino.
Strategica la posizione scelta che consentiva di affacciarsi alla gravina più profonda del territorio, e contemplare sull’altro versante i ruderi di Santa Croce fuori le mura e di Santa Maria degli Angeli.
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE
In data 5 luglio 2016 la scultura è stata ripristinata.