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sabato 5 aprile 2014

LOCOMOTIVA ED I SUOI CORTI AL CINEMA: PER REAGIRE AL TORPORE.


I ragazzi di Locomotiva
QUOTIDIANO DI PUGLIA 5 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Mandare tutti al cinema. 
E’ questo uno dei principali intenti di cortofest, la rassegna di cortometraggi iniziata mercoledì scorso al teatro Metropolitan di Ginosa. 
La quarta edizione che avrà altri due appuntamenti il 16 ed il 23 aprile sempre alle venti e trenta  dà la possibilità di guardare ad un prezzo modico il meglio della produzione internazionale
Una selezione che è costata mesi  di ricerche sul web e di successivi contatti con autori e produttori. A raccontarcelo è Rocco Giove, il presidente dell’associazione Locomotiva che da Ginosa si guarda intorno, con un raggio molto largo, per risvegliare l’interesse per l’arte, la cultura ed altre tematiche sociali.
Rocco Giove, presidente dell'associazione Locomotiva
Si tratta” dice Giove che di anni ha trentatré “di risvegliare i giovani dal torpore degli ultimi tempi”. 
Nel curriculum maturato in tre anni di attività c’è soprattutto inquinamento artistico, un contenitore anch’esso alla quarta edizione che esplicitamente vuole riproporre l’arte fuori dai circuiti ufficiali. Quella che conserva ancora un fondo di artigianalità, si tratti di fotografia, teatro, pittura o altro. Il tutto alla ricerca di talenti che possano dimostrare che con la cultura si può mangiare, anche “per non rimanere rinchiusi nel marasma del nulla”. La versione 4.0 si snoderà quindi nelle ultime due settimane d’aprile. 
Ma per ora a tenere banco è corto fest che in circa un’ora e mezza a serata sciorina sul grande schermo i messaggi più pungenti affidati al corto. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia
Un mezzo che in pillole può darti quello che un film a volte non ti dà” continua Giove “e ci permette di creare un palinsesto vario a livello emotivo e di contenuti”. Privilegiando le idee e la tematica rispetto alla perfezione estetica di alcuni corti d’autore. 
Uno degli aspetti interessanti di Locomotiva è  che “siamo dei poveri squattrinati, e questa manifestazione non riceverà alcun contributo pubblico”. 
Per cui non solo gli eventi in genere si autofinanziano ma “i numeri sono relativi, ci interessa l’approccio della gente, scegliendo messaggi spesso pungenti ma chiari”. 
Per cui c’è la tematica dell’amore, del razzismo, del sesso, della guerra, della fame, della tecnologia disumanizzante. Cinquanta cortometraggi provenienti da svariate nazioni che colpiscono in vari modi. 
E raccontano di una generazione che nel fare i conti con la disoccupazione ha scoperto o riscoperto la sua vocazione artistica. E cerca magari di farne un mestiere per quanto difficile e velleitario possa sembrare. 
In questo senso Locomotiva di Ginosa è un esperimento sociale perché al suo interno c’è gente che lavora, ma anche disoccupati che scoprono quanto lavoro c’è nell’organizzare una proposta che abbia un valore sul mercato delle offerte culturali e non solo. 
Con un altro effetto collaterale: quello di cercare il talento sul territorio, di creargli l’ambiente e le occasioni giuste. Come la prossima mostra a palazzo Perrone di un ragazzo sedicenne che fa disegni fantastici con la sua sola biro.