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mercoledì 16 aprile 2014

CASTELLANETA MARINA TRENTA METRI DI SPIAGGIA EROSI, SI SOSPETTA LO SBANCAMENTO.


La spiaggia di Castellaneta marina come appariva sabato 12 aprile 2014
(fonte vivicastellaneta)
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Il tema delle erosioni colpisce anche in periodo pasquale. 
Se ne sono accorti a Castellaneta marina quando, sabato scorso, hanno scoperto trenta metri di spiaggia che hanno cambiato aspetto. 
Le mareggiate della settimana precedente hanno creato un dislivello di circa un metro in trenta metri di spiaggia, dislivello che forse con l’azione dei venti e della gravità andrà man mano appianandosi e ridonerà alla costa castellanetana l’aspetto uniforme e piano di sempre, senza dislivelli pur minimi come quello presentatosi. 
Il dislivello creatosi ancora netto e non eroso si è determinato in una parte di spiaggia non data in concessione e ciò ha alimentato i sospetti. 
Castellaneta marina le tracce rinvenute (fonte vivicastellaneta)
Le tracce di grossi pneumatici tipiche di un trattore hanno poi alimentato le ipotesi di sbancamento, subito fugate dal comandante della polizia municipale Paolo Larizza. 
L’agente ha interessato procura e capitaneria di porto, ma a quanto sembra queste ultime hanno escluso che si trattasse di furto di sabbia. 
Negli ultimi tempi la richiesta di sabbia è cresciuta parallelamente all’erosione e al normale variare della linea di costa. La sabbia viene utilizzata per il ripascimento delle coste ma anche per altri usi, violando però precise norme di tutela ambientale. 
Non sembra sia questo il caso che comunque sarà approfondito. 
L’assessore al turismo Giuseppe Angelillo ha dichiarato che c’è stato un intervento comunale per pulire il litorale ma non negli ultimi giorni. Insomma rimane il mistero sul presunto “sbancamento” di trenta metri di spiaggia e il fatto che possa essere un evento del tutto naturale o comunque legato alle dinamiche marine ed ambientali non ha convinto più di tanto. 
A Castellaneta, in maniera quasi immediata, rispetto alla diffusione della notizia è partita la ricostruzione, spesso del tutto arbitraria, sulla reale origine del dislivello. 
Castellaneta marina, lungomare
Anche se la quota del lungomare stradale e di alcuni lidi è sempre stata più alta, attenuandosi solo in alcuni punti del litorale castellanetano. 
Legambiente Taranto in un suo report del 2010*  aveva già chiarito che la presenza di manufatti realizzati sulla costa per scopi urbani o turistici o anche azioni nell’entroterra, soprattutto dighe e sbarramenti, modificano l’arrivo dei sedimenti che contribuiscono a mantenere l’equilibrio di costa. Legambiente fa risalire le cause dell’arretramento della costa jonica, in particolare  nel tratto da Marina di Ginosa fino a Taranto, quindi includendo anche Castellaneta Marina, “alla costruzione – spesso in larga parte abusiva – di centri balneari ed abitazioni per uso estivo”. 
E ciò fin dagli anni ’50 e ’60 aggiungendo che il prelievo indiscriminato di “di ghiaia e sabbia dai corsi d’acqua e dalle dune costiere” ha finito con l’aggravare il fenomeno. 
La presenza di ampie spiagge proprio tra Castellaneta Marina e Marina di Ginosa conclude il report firmato da Francesco Sodo non esclude il fatto che il litorale pugliese jonico sia considerato come “luogo ad elevata sensibilità”.